Pagine

martedì 2 dicembre 2014

vej 2005,bianco antico























Ottenuto dalla vinificazione in rosso e da una lunga macerazione sulle bucce della malvasia di Candia
mi piace pensare che sia un bianco ancestrale
aranciato/rame
tannico da spavento
scorbutico e rustico
berne mi da la sensazione di “nudità”, il vino si concede senza schermi, senza manipolazioni, senza filtri*, quanto di più arcaico si possa, in questo momento, pensare nel modo del vino e tutto ciò mi affascina
e i vini che si ottengono da queste pratiche mi piacciono
e mi piace la loro versatilità gastronomica
il Vej comunque è una esperienza “limite” per chi non è un po’ avvezzo al genere
ma dopo i primi momenti dà dipendenza
kempè

luigi


*da intendere sia come filtri enologici sia come filtri emozionali

lunedì 1 dicembre 2014

Lo sguardo di Giuseppino

di Vittorio Rusinà


Giuseppino è un bel libro, punto.
Io l'ho letto perché lo ha scritto, anche, Sara Porro e perché ho un'edicola-libreria sulla collina di Torino.
Non avevo grandi aspettative, lo confesso e invece si è rivelato da subito un libro di piacevole lettura, un libro anche intimo nei ricordi fanciulleschi di Joe Bastianich, un libro attento al lettore, un libro di sguardi.
Giuseppino ha un ulteriore pregio, è un libro che mette fame, tanta.
Ricette non di ristorante ma di casa, ricette di terra istriana e ricette della cucina italo-americana.
C'è un momento nel libro che voglio riportare qui, è il ricordo di Joe dello zio Guerino "postino di giorno e musicista di sera" presenza costante delle sue vacanze estive in Istria.
"La sera...suonava la fisarmonica sulla passeggiata del lungomare. Io lo seguivo spesso, e mentre lui suonava io mangiavo quintali di calamari alla griglia che lì fanno così: si scottano sulla griglia finché non sono bruciacchiati, poi si condiscono con olio d'oliva, prezzemolo e aglio a profusione. A profusione."
C'è un altro momento del libro che mi ha toccato, è quando Joe parla degli alberi di fico, presenza costante nei piccoli cortili delle case degli immigrati italiani del Queens, che per molto tempo non produssero alcun frutto fino ai primi anni del Duemila per via del riscaldamento globale.
C'è anche una menzione forte all'importanza dell'orto, del valore assoluto del radicchio, e a questa verdura Joe dedica una lezione magistrale, di cuore.
In tutte le librerie d'Italia a 14 euro.


nota di merito per i disegni di Gianluca Biscalchin

venerdì 28 novembre 2014

"Barla” una verticale 2009, 2007 (ripescato dalla memoria), 1999, 1997 di Lorenzo Corino




Barla è barbera di Costigliole d’Asti.
Da un vecchio vigneto
Alcune piante sono a piede franco
Sono allevate ad alberello modificato
Tra i filari non passano trattori da più di trenta anni
Da più di trenta anni passeggia tra quei filari Lorenzo Corino
Che si ripete e ci ripete che il male peggiore per la vite è il viticoltore e la sua ansia di fare, intervenire, modificare
Derive di onnipotenza agricola
E l’erba tra i filari è più alta di un uomo ed è la cosa più vicina possibile all’effetto foresta che si possa ottenere in un vigneto
Lorenzo è la persona culturalmente più stimolante che abbia trovato nell’enomondo
Starei ad ascoltarlo per ore a parlare di viticoltura e di buon senso agricolo
Studia e conosce per “non fare” o quantomeno fare il meno possibile
Una crasi fra Fukuoka e Giovanni Haussmann
La fortuna ha voluto che potessi assaggiare una verticale del suo Barla
Il suo vino non è barbera
È “Barla”
Terreno mutato in uva e poi accompagnato verso una forma quasi stabile di bevanda idroalcolica

Il 2009 e il 2007 (ripescato dalla memoria)
In gioventù il Barla è un vino complicato, potente, scontroso, diviso fra eccessi di suadenti dolcezze e sferzate di acidità e impennate di smalti e sensazioni organolettiche di vini perduti nelle memorie di noi frequentatori in gioventù (oramai lontana) di vecchie cantine

Il 1999 è annata di grazia per queste zone
Il vino è disteso, ha assorbito gli eccessi, si fa nettare complesso e terroso, elegante di amarene, dal sorso potente e trascinante
Materico, pulsante

Il 1997
È snello ed elegante, polveroso, caleidoscopico, generoso, la componente terrosa è palpabile e la deglutizione del fondo torbido è una esperienza lisergica e primigenia

I vini di Lorenzo, a mio avviso, sono tra i più territoriali che abbia incontrato, nessuna o poche concessioni al varietale, grande profondità “ctonica” e minerale

Abbiamo terminato gli assaggi con un sakè artigianale di un produttore di Tokyo, la cui famiglia è in attività  dal 1200 d.c. che ha fatto sobbalzare tutti sulla sedia.

Giornate come questa non si dimenticano.
Kempè*

Luigi


*La presenza di un folto gruppo di giapponesi ha dato un significato reale a questa parola

giovedì 27 novembre 2014

Mangiari di Casa

di Vittorio Rusinà


Mangiari di casa, il titolo riusa il bellissimo nome di un posto di cibo e bevande a Milano (Mangiari di strada) e lo adatta alla dimensione casalinga, quella che viviamo quotidianamente nelle nostre abitazioni. Una dimensione in cui i piatti non sono cucinati per essere fotografati, ma piuttosto per essere mangiati.
Al Bar abbiamo pensato di aprire le cucine delle nostre case e di condividere la nostra quotidianità enogastronomica, una ordinarietà che a volte si trasforma in straordinarietà. 
Si parte da casa mia a Cavoretto, collina torinese, si inizia con due piatti di verdure: broccoli cotti a vapore e cipolle borettane saltate in padella, quest'ultime cucinate da mio figlio Andrea. In casa consumiamo grandi quantità di verdure di stagione, guai a un pomodoro o una melanzana fuori stagione, i miei figli sono rigorosi e io li ammiro per questa fermezza.
La foto dei broccoli l'avevo già pubblicata su Facebook e lì era intervenuta l'amica Valentina Lenzi che mi consigliava di condirli con olio evo, shoyu e gomasio (fatto, ottima dritta)



Per ultimo ho tenuto questa foto di biscotti di Natale preparati da mia figlia Francesca con cannella e zenzero, buonissimi, friabili, alta pasticceria, lasciati su un vassoio in cucina, pericolosamente a portata di mano.
Chissà cosa succede nelle cucine di casa degli altri Amici del Bar, a parte Riccardo che vive con Sara aka Fiordifrolla ed è tutto dire, io sono curioso e voi?