1703 valcamonica rosso 2007. Nebbiolo e Barbera (dal millesimo 2008 solo Nebbiolo).
Prima di scriverne ci ho pensato su un po’.
Inoltre Enrico mi aveva appena chiesto se avessi assaggiato e che idea mi fossi fatto del 1703.
Sembrava una marchetta.
Però mi ha incuriosito e ho pescato l’ultima bottiglia superstite dopo un crollo di scaffali.
Stappo, verso, roteo, annuso.
Buono, molto buono direi.
Per cui la mia incontinenza comunicativa mi spinge a scriverne.
Figlio di cloni antichi di Nebbiolo.
Né langhetti né valtellinesi.
Almeno così dice l’acido desossiribonucleico aka DNA.
Cupo e intenso di colore
Il 1703 del 2007 (vi ricordo che era ancora in taglio con la Barbera ) nebbioleggia con spavalderia e leggiadria.
Viole e liquirizia dolce, legni, polvere e terra bagnata,
tartufo, frutta matura (sarà la Barbera ).
Barbera che è il pezzo forte di Enrico.
Non divaghiamo.
Merlot che è l’altro pezzo forte di Enrico.
Non divaghiamo.
Acidità elegante e tannino rotondo, inchiostro di china,
terra, morbidezze.
Come gli altri vini di Enrico l’assaggio del Day after.
E’ quasi meglio.
Il liquido allunga il passo e inserisce profondità, si "sporca", si incupisce, muta e varia.
Ha della vita davanti.
Ma non chiedetemi quanta.
Erbanno di Darfo Boario (BS) è alla periferia del mondo del vino italiano di qualità.
Il fatto è che Enrico non se ne rassegna e fa di tutto per provare che ha ragione.
E questo vino corrobora le sue tesi.
Bonne degustation
Luigi