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martedì 21 giugno 2016

Una Barbera a pranzo dai miei


A pranzo dai miei genitori, ormai assai avanti negli anni, è per me e per loro una gioia.
C'erano gli agnolotti serviti con un leggero velo di sugo di pomodoro e un "grilletto" di insalata verde con pomodori, cipollini e uovo sodo.
Sono arrivato da loro con una bottiglia di Barbera 2014 di Oreste Buzio che ha le vigne a Vignale non lontano dalle colline di Viarigi in cui mia mamma è nata.
Perchè questa bottiglia?
1) E' stata selezionata dalle amiche del negozio davanti alla mia edicola, Giorgia e Ninfa di Ala-Emporio Sabaudo che hanno creato un piccolo ma ben fornito reparto di vini naturali.
2) E' di un produttore che partecipò all'evento dedicato al grignolino organizzato anni fa da Fabrizio Gallino aka Enofaber (grande scout).
3) I Buzio, padre e figlio, hanno scelto da diverso tempo il regime di coltivazione bio (in una zona che sta faticando a convertirsi al naturale, ma piano piano qualcosa si muove).
4) Il prezzo di vendita: euro 7,50, molto corretto.
5) La qualità davvero ottima, la gran beva.
Mio padre più volte mi dice "Avevo proprio bisogno di una bottiglia così!", mia madre mi ricorda "A Vignale si andava a vedere il gioco del tamburello."
Mentre spreparo intravedo mia madre che si sofferma a tavola a intingere un pezzo di pane nel vino e il mio cuore scoppia, vorrei dirle che ammiro il suo gesto profondo, di vero amore, ma preferisco tacere, distogliere lo sguardo e lasciarla lì a compiere un gesto antico che ha il profumo della sua infanzia.

venerdì 28 settembre 2012

Monferrato Rosso Doc, Freisa 2011, Oreste Buzio, Vignale Monferrato (AL)



Sebbene i miei natali siano di un paese molto vicino a Vignale e sia stato svezzato a Barbera e Grignolino.
Ignoravo che il Freisa fosse una cultivar molto presente nel vigneto del Monferrato Casalese.
Maurizio Gily ipotizza che servisse insieme al Grignolino ad infoltire i tannini, alleggerire il corpaccione zuccheroso, nobilitare i profumi della Barbera per allungarne, forse, la vita.
Questa ipotesi mi pare plausibile e probabilmente nei vini della mia infanzia il Freisa c’era ma in miscela perché in purezza, cosa che invece si faceva e si fa con il Grignolino, non mi è mai capitato di berlo.
Mentre scrivo mi ritornano in mente accenni sul Freisa che avevo dimenticato: nel Grignolino d’Asti ne è tollerata una presenza percentuale se sono presenti delle piante nei vigneti.
Ebbene, sebbene non sia un esegeta del Freisa l’ho acquistata, l’ho raffreddata e l’ho bevuta.
Giovanissima, sulla tenuta negli anni bisogna chiedere a Maurizio Gily grande esperto dei vini di questi luoghi, ma già molto succosa.
Colore intenso
Pepe e spezie orientali e fragoline di Bosco in profusione.
Quasi una composta.
Tannino piccante, vegetale ma rotondo (sarà dunque vero che le argille del Monferrato Casalese smorzano i tannini e arrotondano le asperità).
Acidità gradevole e morbida.
Vino glu glu.
Mi piacerebbe riassaggiarlo fra un po’ perché, come voi mi insegnate, il Freisa ha molto acido desossiribonucleico in comune con il Nebbiolo.
Quindi la curiosità c’è.
In quel di Vignale da Buzio si fa anche un ottimo Grignolino, una Bonarda zero solfiti molto intrigante, della Barbera.
Bonne degustation

Luigi