Sebbene
i miei natali siano di un paese molto vicino a Vignale e sia stato svezzato a
Barbera e Grignolino.
Ignoravo
che il Freisa fosse una cultivar molto presente nel vigneto del Monferrato
Casalese.
Maurizio Gily ipotizza che servisse insieme al Grignolino ad infoltire i tannini,
alleggerire il corpaccione zuccheroso, nobilitare i profumi della Barbera per
allungarne, forse, la vita.
Questa
ipotesi mi pare plausibile e probabilmente nei vini della mia infanzia il
Freisa c’era ma in miscela perché in purezza, cosa che invece si faceva e si fa
con il Grignolino, non mi è mai capitato di berlo.
Mentre
scrivo mi ritornano in mente accenni sul Freisa che avevo dimenticato: nel
Grignolino d’Asti ne è tollerata una presenza percentuale se sono presenti
delle piante nei vigneti.
Ebbene,
sebbene non sia un esegeta del Freisa l’ho acquistata, l’ho raffreddata e l’ho
bevuta.
Giovanissima,
sulla tenuta negli anni bisogna chiedere a Maurizio Gily grande esperto dei
vini di questi luoghi, ma già molto succosa.
Colore
intenso
Pepe
e spezie orientali e fragoline di Bosco in profusione.
Quasi
una composta.
Tannino
piccante, vegetale ma rotondo (sarà dunque vero che le argille del Monferrato
Casalese smorzano i tannini e arrotondano le asperità).
Acidità
gradevole e morbida.
Vino
glu glu.
Mi
piacerebbe riassaggiarlo fra un po’ perché, come voi mi insegnate, il Freisa ha
molto acido desossiribonucleico in comune con il Nebbiolo.
Quindi
la curiosità c’è.
In
quel di Vignale da Buzio si fa anche un ottimo Grignolino, una Bonarda zero
solfiti molto intrigante, della Barbera.
Bonne
degustation
Luigi
