Montpellier
interno giorno. Motore. Ciak 2°. Azione
Dal
lunedì avevo adocchiato una coppia di persone appostate al loro banchetto, lui
anziano capelli bianchi lunghi effetto galleria del vento, camicia bianca da
rocker e jeans azzurro pallido e birkenstock, lei più giovane vestita con un
maglione coloratissimo, etichette dei vini coloratissime.
Un
arcobaleno nel bigio della sala 6 dell’hangar di Millesime bio.
Li
ho sfiorati decine di volte ma c’era sempre qualcun’altro da visitare,
salutare, assaggiare.
Finch’è
abbandonato dai miei compagni mi sono avvicinato e ho assaggiato questo
Condrieu.
Una
denominazione piccolissima (era la più piccola di Francia sino a qualche anno
fa) .
Valle
del Rodano a sud di Vienne.
Il
Condrieu è un bianco a base viognier ed io non so perché ma amo i Viognier
(forse perché sono molto untuosi e ricchi,
“bien charnu” e talvolta indugiano in morbidezze caramelliche).
Il
signor Henri Montabonnet me ne offre uno da una bottiglia con etichetta rossa,
un 2010, bene! mi dico è due giorni che assaggio grands crus di Borgogna del
2011 (alcuni decisamente indecifrabili) e un mare di campioni da vasca del 2012
(altrettanto indecifrabili).
Vigne
giovani ci tiene a dirmi con estrema sincerità e poi aggiunge che a loro
piacciono i vini freschi.
A
me è piaciuto parecchio il Condrieu da vigne giovani (poi bisogna vedere cosa
intendono, perché per i Francesi le vigne sono giovani sino ai quarantanni).
Fresco
e minerale, ricco, con orizzontalità decisa e grande sapore.
Se
lo trovate in giro merita un assaggio più calmo del mio.
Kampai
Luigi



