L’altra sera non senza una certa curiosità, quella di quando
sai che stai per aprire qualcosa di fuori dai canoni, ho aperto il Mias 2007 di
Le Mazel*. Viognier in purezza, 14 gradi, 3 grammi di residuo zuccherino, 4 anni
di vecchia barrique. Dopo l’apertura aggiungerei alla sua carta d’identità, sub
voce “Segni particolari”, una volatile piuttosto alta e una moderata,
persistente, effervescenza.
Il primo giudizio della bevanda è inevitabilmente sconfortante.Poi però si accende una lampadina.
Un occhio ai blog francesi mi obbliga a imbattermi nel termine OVNI; già incontrato altre volte, senza capirne il senso, se non che fosse una sorta di gioco di parole (in cui i francesi sono maestri). Orbene OVNI è traduzione francese di UFO, Unidentified Flying Object che diventa Objet Volant Non Identifié (esiste anche in italiano, ma non l’avevo mai sentito).
A partire da questo acronimo e vista la sagacia dell’enoblogger d’Oltralpe presto s’arriva all’OVNI, che oltre a essere quasi anagramma di VIN, diventa Objet Viticole Non Identifié, proprio a identificare i vini non identificabili come tali!
Messi gli occhiali dell’OVNI, tutto appare più ov
La volatile getta acqua sul fuoco del dolce e la carbonica dà prospettiva.
E la bottiglia comunque finisce; nello stupore…
Voilà l’OVNI, c’est fini.
*Il “Domaine du Mazel” è fondato da Gérald Oustric in
Ardèche nei primi anni 80, conferendo alla cooperativa locale l’uva prodotta
su circa 20 ettari. Negli anni 90
conosce Lapierre e Néauport e si mette a produrre per proprio conto vini
naturali, da circa un terzo del terreno vitato. Dal 2003 vinifica interamente
le proprie uve e con alcuni altri produttori, fra cui Gilles Azzoni, diventa
uno dei protagonisti di una nouvelle vague di vini naturali da quella regione. Diventa
semplicemente Le Mazel dopo che i vini escono da ogni appellation regionale.
