Pagine

giovedì 4 dicembre 2014

I Cento di Torino 2015, la Festa

di Vittorio Rusinà



La Festa è stata:
1) aspettare da Open Baladin che arrivasse Luigi Fracchia, in ritardo, e leggere su Facebook che Andrea Gallino, gran gourmet, era già dentro da mezz'ora a "masticare".
2) mamma mia che bello e chic l'hotel NH di piazza Carlina, nuovo-nuovo, appena inaugurato, ah le vetrate, il cortile interno e la cucina a vista.
3) la gentilezza di Stefano Cavallito, gran padrone di casa
4) le ragazze di Teapot che adoro per il mood che sono riuscite a creare nel loro locale.
5) la musica di sottofondo che ti fa venire voglia di ballare
6) la finanziera di L'Estate di San Martino presentata nella pentola di rame
7) Rocco Moliterni, uno che scrive di cucina amandola con passione vera, uno con cui è bello condividere 
8) l'orzo-lattuga-wasabi-lumache al vino della Trattoria Zappatori, applausi a chef Christian Milone
9) l'aggeggio "fantascientifico" per cuocere le uova a bassa temperatura di I Food-360 Culinary Experience
10) la provocazione veg, non saprei come chiamarla in altro modo, del "derviscio" Federico Allegri, proposta con impareggiabile eleganza da Elisa Vasettini (vera regina del servizio)
11) la fisicità da cuoco che è il valore aggiunto di Alessandro Mecca, si muove e vive come fosse sempre in cucina
12) il bacio 2006 di La Credenza, piccolo meraviglioso dolce
13) il pane-burro-acciughe-salame di Al Pass, palma d'oro per me, idea perfetta, semplice ma con una qualità delle materie prime da urlo.
14) la delusione del piatto presentato da Baronetto.
15) la pasta di Scabin, perfetta come cottura ma il condimento a base di bagna cauda e peperoni non mi ha preso del tutto.
16) il dispiacere di non trovare "anche" vini naturali e birra artigianale in mescita.
17) i tanti amanti del buon cibo.
18) la casa editrice EDT, da sempre sono estimatore del loro catalogo
19) gli amici di Vanni-Baricule imprenditori nel campo degli occhiali che credono e investono in Torino
20) la famiglia Dacomo, la famiglia davvero, quando vedo genitori e figli che lavorano insieme ecco mi commuovo un pochino
21) il tono cordiale generale, il servizio e la discrezione, non mi sono mai sentito a disagio.

E' successo tutto il 1 di Dicembre a Torino c/o NH Collection Piazza Carlina, Torino e non vedo l'ora che succeda di nuovo l'anno prossimo, davvero.
Nella foto: Alessandro Mecca, cuoco da pentole fumanti e fuochi sempre accesi.

mercoledì 3 dicembre 2014

Vino Rosso L.2012, I Vigneri

di Niccolò Desenzani



L’etna rosso base de I Vigneri non è facile da reperire per l’esiguo numero di bottiglie prodotte, ma anche per la meno preclara fama rispetto ai suoi fratelli e un segmento commerciale appena più arduo: base sì, ma oltre i 20 euro.
In giro si legge che sia fatto in un palmento e che questo lo renda un fuorilegge.
Fra tutti i vini di Foti è forse quello più vicino a metodi arcaici.
Ero fermo all’edizione 2006, e quando ho visto la 2012 è stato magnetismo fra la mia mano e la bottiglia.
Etna delle promesse.
Aperto alla cieca con l’amico Mauro ha colpito dritto al cuore. “Roba seria” diceva senza riuscire a indovinarlo!
Il giorno dopo ribevuto e ancora tanto stupore di fronte a un vino che ha un equilibrio incredibile. Ogni parte integrata e un corpo di rispetto articolato in semplicità di beva. Il vulcano esplicito soprattutto in bocca e alcune impressioni che mi hanno riportato colla mente in Langa: ma non quella cheap, proprio quella dei mostri sacri.

martedì 2 dicembre 2014

vej 2005,bianco antico























Ottenuto dalla vinificazione in rosso e da una lunga macerazione sulle bucce della malvasia di Candia
mi piace pensare che sia un bianco ancestrale
aranciato/rame
tannico da spavento
scorbutico e rustico
berne mi da la sensazione di “nudità”, il vino si concede senza schermi, senza manipolazioni, senza filtri*, quanto di più arcaico si possa, in questo momento, pensare nel modo del vino e tutto ciò mi affascina
e i vini che si ottengono da queste pratiche mi piacciono
e mi piace la loro versatilità gastronomica
il Vej comunque è una esperienza “limite” per chi non è un po’ avvezzo al genere
ma dopo i primi momenti dà dipendenza
kempè

luigi


*da intendere sia come filtri enologici sia come filtri emozionali

lunedì 1 dicembre 2014

Lo sguardo di Giuseppino

di Vittorio Rusinà


Giuseppino è un bel libro, punto.
Io l'ho letto perché lo ha scritto, anche, Sara Porro e perché ho un'edicola-libreria sulla collina di Torino.
Non avevo grandi aspettative, lo confesso e invece si è rivelato da subito un libro di piacevole lettura, un libro anche intimo nei ricordi fanciulleschi di Joe Bastianich, un libro attento al lettore, un libro di sguardi.
Giuseppino ha un ulteriore pregio, è un libro che mette fame, tanta.
Ricette non di ristorante ma di casa, ricette di terra istriana e ricette della cucina italo-americana.
C'è un momento nel libro che voglio riportare qui, è il ricordo di Joe dello zio Guerino "postino di giorno e musicista di sera" presenza costante delle sue vacanze estive in Istria.
"La sera...suonava la fisarmonica sulla passeggiata del lungomare. Io lo seguivo spesso, e mentre lui suonava io mangiavo quintali di calamari alla griglia che lì fanno così: si scottano sulla griglia finché non sono bruciacchiati, poi si condiscono con olio d'oliva, prezzemolo e aglio a profusione. A profusione."
C'è un altro momento del libro che mi ha toccato, è quando Joe parla degli alberi di fico, presenza costante nei piccoli cortili delle case degli immigrati italiani del Queens, che per molto tempo non produssero alcun frutto fino ai primi anni del Duemila per via del riscaldamento globale.
C'è anche una menzione forte all'importanza dell'orto, del valore assoluto del radicchio, e a questa verdura Joe dedica una lezione magistrale, di cuore.
In tutte le librerie d'Italia a 14 euro.


nota di merito per i disegni di Gianluca Biscalchin