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lunedì 3 dicembre 2012

Pino Ratto, Le Olive (forse 2005 o giù di lì) vino da tavola


foto N.Desenzani
Profumi caldi e eterei di ceralacca
Cupo e terroso
Di fumo e ceneri bagnate
Di radici
Di crosta di formaggio
Austero
Largo e untuoso e rotondo
Sferzate di china calissaia
Rabarbaro?
E pensare che è solo un dolcetto di Ovada
Ma non è dolcetto è Ovada!*


Poscritto
Giuseppe (Pino) Ratto ormai non produce più vino e il mio rammarico è di averlo assaggiato così tanto in ritardo.
Sarà un segno del destino, mi dico, prima non avrei avuto persone amiche con cui condividerlo e non sarei stato capace di apprezzarlo, quindi lo avrei sprecato.

*Certi vini, come questo e pochi altri, sembrano evocare i luoghi più che la varietà che li ha generati,  forse, però, avevo solo bevuto troppo.

venerdì 2 novembre 2012

Baccabianca 2006, Tenuta Grillo. Di N. Desenzani


Ambrato, leggermente velato. 
Colpisce al naso per una bella ossidazione/caramelizzazione grassoccia, su una base morbido/alcolica piacevole e discreta, e una bella freschezza floreale/erbacea e di frutta bianca polposa.
Non tradisce le aspettative in bocca dove risulta in corrispondenza con l'olfatto, abbastanza fresco, acido e lievemente tannico. Piacevolissime le nuance come di legno, ma chiaramente provenienti dall'uva, e un sottofondo quasi di caffè torrefatto. Pecca un po' di staticità, il che ne penalizza la freschezza e la beva. 

Una cosa che mi ha colpito molto di questo vino è la riconoscibilà, anzi l'esaltazione, del vitigno. Alla faccia di chi addita la macerazione come killer del varietale! 
lo dico basandomi su un assaggio a distanza di poco tempo di un altro Cortese molto buono, vinificato in bianco, fatto poco lontano e di cui avevo tenuto a mente i sapori: da entrambi gli assaggi, per confronto, emergeva bene il vitigno e il Baccabianca lo esibiva in modo molto netto.

Cortese 100%, macerazione su bucce oltre il mese. No legno. 

mercoledì 19 settembre 2012

Rugiada del mattino, Colli Tortonesi Doc bianco, 2009, Cascina i Carpini, Pozzol Groppo (AL)


Cortese più Favorita più un pochetto di Timorasso.
Del Cortese e del Timorasso sappiamo tutto.
La Favorita invece naviga di conserva, presente in sordina nel vigneto e nel bicchiere piemontese.
Un vin de soif semplice, il più delle volte troppo semplice, banale.
Invece sembrerebbe avere natali importanti e grandi parti di acido desossiribonucleico in comune col blasonato Vermentino, di cui potete leggere un’ode di Niccolò.
Nella Rugiada del Mattino di Cascina i Carpini alias Paolo Carlo Ghislandi, mi sembrerebbe invece prendere il comando dei giochi.
O quantomeno scende in campo con piglio ed eleganza.
E a mio avviso infonde alla miscela una delicata aromaticità fruttata e floreale, acidità (di concerto col Cortese), un ammandorlato suadente e amarostico e una mineralità sapida, pietrosa prima che idrocarburica (l’idrocarburo monocorde, potente come un marchio di fabbrica è ciò che, di solito, mi allontana dal Timorasso).
Si sentono le pesche e i fiori bianchi mielosi, sferzati da acidità e salino e residuali scorzette agrumate.
Colore intenso e corpo agile, saporito.
E tutto questo da vigneti (a quanto leggo sul sito aziendale) giovani se non giovanissimi.
Ottima e coraggiosa scelta questa miscela di 45% Cortese e 45% Favorita e 10% Timorasso.
Considerando che in zona estirpano il Cortese, della Favorita non credo ci sia traccia, per piantare la gallina dalle uova d’oro il Timorasso.
Bonne degustation

Luigi

Poscritto
Paolo Carlo non avertene a male ma le etichette proprio non mi piacciono per niente!
Campione omaggio.