di Vittorio Rusinà
Il 2 di febbraio è il mio compleanno, ma non l'ho messo su Facebook, così mi presento al Ristorante Consorzio in "incognito", non ci saranno torte di compleanno, ne candeline, ne auguri, ma il fato si diverte e mi dona uno dei migliori pranzi della mia vita.
Il merito è di tante persone, dagli amici del bar che mi danno le dritte giuste sul vino di Francia da scegliere, al gruppo di cucina e sala del ristorante che mi fa toccare il cielo con un dito e da chi ha condiviso il pranzo con me.
1a mossa: il vino è un vino mitico, Le Verre des Poetes di Emile Heredia, lotto 2011, 100% Pineau d'Aunis sans soufre, da vigne di cento anni a Naveil in Loira.
Sono emozionato, Daniele, Cristian e altri amici del bar mi hanno detto che è meraviglioso. E si rivela un vino "superb", vivo, profumi di pepe, cardamono, frutti rossi, di mare.
2a mossa: ah "il maestro" di sala, Gian Giacomo, gran sorpresa (ero abituato ad Andrea e Pietro, assenti giusticati), in pochi attimi riesce a creare la giusta atmosfera e dare una attenzione al tavolo che ho visto solo in certi stellati italiani (mi viene in mente il Rigoletto di Correggio), conosce bene il vino che ho scelto e sa condividere con il tavolo la sapienza della cucina.
3a mossa: plin di carrube con ripieno di porri di Cervere su crema di tobinambur e un filo di liquerizia, l'azzardo della carrube frutto siciliano, a torto trascurato, è geniale e si sposa perfettamente con i porri, la crema poi è oltre. Sono una delle cose più buone che abbia mai mangiato e mi commuovo, qui la maestria del team di cucina esalta la materia e colpisce al cuore, per sempre. Un capolavoro.
Con contorno di: gnocchi di patate al bettelmatt e pere, carni crude, cavoli e la fontina più buona del mondo.
Uscendo mi inchino a questo ristorante che fa grande Torino, e penso che non aspetterò il prossimo mio compleanno per tornarci, anzi domani sono di nuovo lì.
Ristorante Consorzio, via Monte di Pietà 23, Torino
www.ristoranteconsorzio.it
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giovedì 5 febbraio 2015
mercoledì 10 dicembre 2014
Le ricette di Stefano Caffarri
di Vittorio Rusinà
Stefano Caffarri ha scritto un libro di ricette, si chiama "Nuove Ricette Antiche" ovvero viaggio irriverente tra i fornelli italiani, sarà un successo, perché costa poco, solo 15 euro, perché le foto "rendono" l'idea, perché fa venir fame, ma sopratutto perché le ricette sono vere, cioè lui cucina davvero.
Adesso vi spiego cosa mi è successo qualche giorno fa a casa di amici.
Stavo gironzolando in cucina e sui fornelli ho visto un pentolino di ghisa coperto, "cos'è?" chiedo curioso, "è una ricetta di Caffarri", resto sorpreso "scusa?", "quel blogger famoso che ora è a capo de Il Cucchiaio d'Argento, è un suo sugo, ecco vedi qua c'è la fotocopia della ricetta che teniamo nel dossier di cucina", resto senza fiato, giuro, mentre mi tirano fuori da una cartellina di plastica fra tante, la ricetta, mi vedono sbigottito e mi dicono "sai è uno davvero bravo, le sue ricette sono intriganti, buone, vere, le facciamo spesso qua a casa."
Era la ricetta del ragù di coniglio e zucca, le mafaldine in casa non le avevano e ci siamo arrangiati con dei bucatini artigianali, in poche parole è stato uno dei piatti più buoni della mia vita.
Era, è, una ricetta di Stefano Caffarri, non è nel libro, ma provate a chiedergliela, lui ve la darà volentieri, è un amico.
Nuove Ricette Antiche, a cura di Stefano Caffarri, Editoriale Domus
Stefano Caffarri ha scritto un libro di ricette, si chiama "Nuove Ricette Antiche" ovvero viaggio irriverente tra i fornelli italiani, sarà un successo, perché costa poco, solo 15 euro, perché le foto "rendono" l'idea, perché fa venir fame, ma sopratutto perché le ricette sono vere, cioè lui cucina davvero. Adesso vi spiego cosa mi è successo qualche giorno fa a casa di amici.
Stavo gironzolando in cucina e sui fornelli ho visto un pentolino di ghisa coperto, "cos'è?" chiedo curioso, "è una ricetta di Caffarri", resto sorpreso "scusa?", "quel blogger famoso che ora è a capo de Il Cucchiaio d'Argento, è un suo sugo, ecco vedi qua c'è la fotocopia della ricetta che teniamo nel dossier di cucina", resto senza fiato, giuro, mentre mi tirano fuori da una cartellina di plastica fra tante, la ricetta, mi vedono sbigottito e mi dicono "sai è uno davvero bravo, le sue ricette sono intriganti, buone, vere, le facciamo spesso qua a casa."
Era la ricetta del ragù di coniglio e zucca, le mafaldine in casa non le avevano e ci siamo arrangiati con dei bucatini artigianali, in poche parole è stato uno dei piatti più buoni della mia vita.
Era, è, una ricetta di Stefano Caffarri, non è nel libro, ma provate a chiedergliela, lui ve la darà volentieri, è un amico.
Nuove Ricette Antiche, a cura di Stefano Caffarri, Editoriale Domus
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Stefano Caffarri
giovedì 23 ottobre 2014
Della zucca e della consapevolezza gastronomica in 3 atti
1° atto: Contestazione a tavola da parte dei figli sulla presenza di pomodori. "Dobbiamo
mangiare verdura di stagione, papà!" (sorrido compiaciuto)
2° atto: Avere un'edicola mi da il privilegio di sfogliare molti giornali e sabato 18 ottobre su Repubblica mi imbatto in una intervista di Guido Andruetto a Lorenzo Battiston, ecco uno stralcio "E' una consapevolezza gastronomica che bisogna saper formare nella quotidianità. E' una questione di scelte anche molto pratiche. Mangiare della frutta o della verdura che appartiene a questa stagione per esempio è un atto sano, sensato e inteligente." Sono parole semplici ma di grande efficacia che vanno fatte nostre, che vanno rese atti quotidiani.
3° atto: Arrivo a casa una sera di queste, sono solo, i figli in giro per la città, ma nel forno trovo delle fette di zucca ancora calde. Le assaggio, un filo di olio evo e di shoyu in cottura (mi dirà poi mia figlia) e mi commuovo: sono buonissime, perfette.
mercoledì 22 ottobre 2014
Joao Carlos Silva, cuoco e artista, da Sao Tomé a Terra Madre 2014
Di Vittorio Rusinà
Joao Carlos Silva sarà uno dei cuochi di Terra Madre 2014, fra pochi giorni sarà a Torino dove cucinerà le ricette della sua terra natia, l'isola di Sao Tomé al largo del Golfo di Guinea, in Africa.
Sao Tomé è famosa per le sue piantagioni di cacao, qui vive e lavora anche Claudio Corallo, gran maestro del cioccolato.
Juan Carlos Silva dopo venti anni in giro per il mondo ha deciso di ritornare alla sua isola e di dare vita oltre che ad uno spazio di ospitalità e cucina, anche a spazi dove valorizzare l'arte e l'artiginato locale.
Juan Carlos Silva cucina sogni e lo fa molto bene, consiglio a tutti questo video dove nei primi minuti lo si vedrà fare la spesa al mercato di Sao Tomé, poi cucinare, visitare una vecchia piantagione e una cooperativa di pescatori e infine presentare i suoi progetti d'arte e educazione.
video in portoghese con sottotitoli in inglese
http://www.terramadre.info/polpo-banane-arrosto/
Joao Carlos Silva sarà uno dei cuochi di Terra Madre 2014, fra pochi giorni sarà a Torino dove cucinerà le ricette della sua terra natia, l'isola di Sao Tomé al largo del Golfo di Guinea, in Africa.
Sao Tomé è famosa per le sue piantagioni di cacao, qui vive e lavora anche Claudio Corallo, gran maestro del cioccolato.
Juan Carlos Silva dopo venti anni in giro per il mondo ha deciso di ritornare alla sua isola e di dare vita oltre che ad uno spazio di ospitalità e cucina, anche a spazi dove valorizzare l'arte e l'artiginato locale.
Juan Carlos Silva cucina sogni e lo fa molto bene, consiglio a tutti questo video dove nei primi minuti lo si vedrà fare la spesa al mercato di Sao Tomé, poi cucinare, visitare una vecchia piantagione e una cooperativa di pescatori e infine presentare i suoi progetti d'arte e educazione.
video in portoghese con sottotitoli in inglese
http://www.terramadre.info/polpo-banane-arrosto/
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