Pagine

Visualizzazione post con etichetta birra belga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta birra belga. Mostra tutti i post

mercoledì 20 febbraio 2013

Kriek, Lambic bio di Cantillon


Spuma compatta e rosata.
Naso freschissimo e pungente.
Quasi citrino.
Elegante e nitido, sharp direbbero gli anglofoni.
Amarene altro che ciliegie.
Se avete assaggiato altre Kriek dimenticatele.
Questa è la regina.
Anche se mi chiedo se sia normale la quasi totale assenza olfattiva di profumi di ciliegia.
Comunque sia è la perfezione della materia tenuta su con il giusto dosaggio delle tensioni acido-amare-sapide che stupisce.
Ed io sono stupito.
Kampai

Luigi

mercoledì 13 febbraio 2013

Framboise, Girardin 1882, brassè e soutirée par Brouwerij Girardin, Belgium



Se la Kriek ha quei toni dolci e allusivi che adescano, la Framboise è la nobiltà del Lambic.
Nobiltà difficile da raggiungere, sottile nei modi, tagliente ed eterea.
Lambic al naso che si ingentilisce di lampone e sottobosco.
Ma il lampone è pianta spinosa e rustica.
Delicata nei profumi ma robusta nelle membra e acida nei sapori.
E così la delicatezza dell’acidulato del frutto eleva a livelli siderali l’acidulato imponente del lambic.
E il profumo di lampone diventa archetipico e trapassa l’amigdala.
Al naso poi compaiono note affumicate e di cantina umida.
Salata ma di sale dolce, come quando bambini si dà il primo morso al ghiacciolo appena usciti dal mare.
Glu glu glu
E capisci come mai l’uomo beve avidamente da novemila anni o giu di lì questo liquido idroalcolico.
Kampai

Luigi

Ps
Mai più senza Framboise!
Birra acquistata su consiglio di Lorenzo Losi.

mercoledì 30 gennaio 2013

Kriek Girardin 1882, brassè e soutirée par Brouwerij Girardin, Belgium



Ad inizio anno ho scritto di una Oude Gueuze e delle sue capacità taumaturgiche di lavar via gli eccessi di fine d’anno.
L’adesione completa alla mia tesi da parte di Enrico Nera, italiano con residenza in Belgio e di Vittorio Rusinà  mi hanno spinto a scrivere (bere le bevo più che posso) di una Kriek.

Senza che i cultori di Lambic mi lapidino, la Kriek si potrebbe definire una “birra acida entry level” (anche se so bene che non è proprio così).
La si ottiene miscelando ad un Lambic delle griotte intere (ciliegie più simili alle amarene) all’interno delle botti, il nuovo apporto di zuccheri fa riprendere la fermentazione.
Insomma, per gli aspetti tecnici visionate il pdf di Kuaska.
Il risultato è una birra complessa con due piani di lettura e bevuta.
Profumi acidi da Lambic e profumi dolci di ciliegia.
Bocca urticante di acidità scontrosa e vaghe morbidezze fruttose e benevole.
Il tutto sempre sotto sale.
Questa Kriek mi è piaciuta moltissimo perché le dolcezze sono giocate sul filo sottile della memoria e dell’allusione e mai della stucchevolezza.
Birra complessa con toni e colori ossidativi.
Mi piacerebbe provarla con salame fresco e lardo, chissà cosa ne dice Enrico?
Birra assaggiata con Lorenzo Losi nel suo birrificio Blackbarrel a Torino, via Principessa Clotilde 98/b.
Kampai

Luigi


venerdì 25 gennaio 2013

Faro-Lambic, brassè et embouteillè par la brasserie Lindemans, Belgium


“Cos’è ‘sto Faro?” chiedo a Renzo Losi
“Una birra a base Lambic con caramello in aggiunta” risponde laconico.
Lambic+zucchero caramellato=birra che potrebbe soddisfare il mio palato infantilmente attratto dal dolce!

“La prendo!” insieme aggiungo una Kriek di Cantillon e una ale scozzese prodotta con l’erica al posto del luppolo.
Renzo mi rende edotto sul fatto che il luppolo è stato introdotto in purezza solo recentemente nella storia millenaria della birra e che prima si usavano dei bouquet garnì di erbe la cui composizione era segreta.
Comunque corro a casa e lascio sfreddare fuori e poi stappo il mio Faro.
Ed è ambrata, profuma di caramello amaro e Lambic e cantina e pelle di salame.
Suadente, ricca molto morbida e orizzontale per essere una Belga.
L’acido viene fuori e stabilizza le morbidezze su livelli per me ottimali (comunque bassi).
Una birra Demi-sec che potrebbe far impazzire in abbinamento alle ostriche.

Birra del popolo leggo nella storia brassicola Belga.
Non facciamola mancare al popolo, allora!
Kampai

Luigi

venerdì 18 gennaio 2013

Gueuze Fond Tradition, Brouwerij Van Honsebrouck, Belgium


Continua il mio viaggio solitario nel mondo dei Lambic.
Continua malgrado un certo disinteresse da parte del mio inclito pubblico di enolettori.
Devo dire che è una delle poche bevande alcoliche che preferisco bere in completa solitudine.
Non capisco il motivo ma è così e mi piace rintanarmi nel mio studio attorniato da pile di carte, appunti, riviste e stapparmi in maniera un po’ clandestina questi Lambic.
Un godimento, una piccola evasione quotidiana.
Ebbene stasera ho aperto un puledro scalpitante di acidità siderali e durata dei sapori intensi e salati che sfiorano  la mezzora.
Profumi elegantissimi, potenti che anticipano una birra affusolata, tagliente, costruita sulle durezze acido-amaro-sapide-tanniche (un velo tannico lo lascia sulle gengive) e insieme formano un costrutto impressionante, anche se non facile da apprezzare.
Estremi, portati al parossismo che costruiscono una sorta di stabilità organolettica fragile, dura ma incredibilmente equilibrata.
Forse non una Gueuze da consigliare ad un neofita.
Però molto buona e accattivante.
Scrivendo risento il salato sui lati della bocca e l’acido citrino sulla lingua.
Kampai

Luigi