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giovedì 11 giugno 2015

Il Galantuomo 2010, Collecapretta, barbera Igt Umbria


Come un tuffo nelle ciliegie, quelle scure, quasi nere, dolcissime, profumate che macchiano la bocca e le mani.
E poi seta e accenni di lievi spezie.
Intensa, quasi untuosa, succosa spremuta di uva.
Potente di alcoli e zuccheri complessi, si gioca la sua beva (comunque piacevole) sull’immediatezza e croccantezza del frutto, forse non è un vino a la page (ora che se non ci sono acidità siderali non si beve più nulla).
Di certo è un’esperienza che traghetta verso i vini “edibili”, appaganti come una bibita piacevolmente edulcorata, un vino forse antico (ricorda certe Barbera contadine, quasi dolci, dense, da suggere con pazienza e avidità).
Delle Barbera nordiche non ha la vena acida ma qualche sua strana alchimia interna la rende equilibrata nel suo squilibrio.
Qualche nota di distillato si insinua nel finale.
Ora scendo in cantina a vedere se ne rimane ancora una!
E non sapete quanto mi pento di non averla inserita a #barbera3!
Kempè

Luigi 

martedì 2 aprile 2013

Tre assaggi extra-ordinari. Di N.Desenzani


E poi capitano quelle settimane in cui quasi ogni bottiglia stappata è una sorpresa positiva.
La selezione continua, con la ricerca dell'occasione giusta, dei vini per imparare, a tratti porta dei frutti, che ripagano delle tante mezze o complete delusioni.
Sono bevute queste, che da un lato consolidano delle certezze, dall'altro danno nuovi spunti. Ma in ogni caso sono vini che danno felicità dalla prima all'ultima goccia della bottiglia, lasciando, se mai, un tocco di malinconia quando sono finiti.

Vignes centenaires "le ponge" 2010, Cabernet Franc, Le Moing
Di grandissima profondità. Stile no so2 lascia il gusto libero e mobile. Paga leggermente sul secondo giorno. Molto bella la struttura un po' ruvida, di forte espressività. Un selvatico turbine di bosco, terra, fruttini, sassi. Tannini, acidità, contrasti. Austero e fresco.

So San 2010, Tai Rosso, Maule
Grenache al cubo su suoli vulcanici, freschezze da brivido. Acidità bellissime, spolverate di zucchero a velo. Frutti di bosco maturi dolcissimi. Tabacchi e drogherie di una volta. Golosità. Pasticceria. Persistenza balsamica. Mmmmm chebbuono. E i denti lisci, il cavo fresco pulito e profumato e una beva da coma etilico. Naso pungente, boschi. Tannino continuo e liscio, come di lavagna. Talco mentolato. Plus: nonostante no so2, al secondo dì ancora perfetto.

Adonis 2010, Pineau d'Aunis, La Grapperie
Una sorta di Grignolino storico, per corpo, trama, colore e stile. Vinificazione classicissima nel miglior dei sensi. Fresco, beverino, ma anche incisivo intenso e pieno di sfumature. Acidità viva, un finissimo tannino, sottile, con sentori di vecchia cantina sulla leggera aromaticità del Pineau d'Aunis. Molto bello.

Tanto per sintetizzare. Metto una lista di spunti che mi hanno fornito questi tre vini 2010.

1) Vigne centenarie, cosa ti danno in più.
2) No so2 aggiunta, cosa dà in più e talvolta in meno.
3) Nul n'est cencé ignorer la Loire!
4) Tai Rosso e Grenache, più che una identità ampelografica, vini che si assomigliano (penso a Gramenon, ma anche a qualche storica Granaccia di Quiliano).
5) Suoli vulcanici.
6) Come il Tai/Grenache legge il terreno.
7) Grenache, vitigno emozionale (credit to @RiccardoAv)
8) Pineau d'Aunis, le infinite soddisfazioni dei rossi leggeri quasi rosati.
9) L'analogia fra il Pineau d'Aunis e il Grignolino.
10) ...