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venerdì 16 gennaio 2015

Prosecco Col fondo 2013, Ca' dei Zago

di Niccolò Desenzani



Un debito ce l’avevo da un po’ con questo Prosecco sui lieviti. Perché di certo ha allietato molte serate già a partire dalla tarda primavera, e ancor oggi, quando c’è bisogno di una referenza certa per bere bolle a buon mercato, è fra le prime scelte.
Di più: Ca’ dei Zago è spesso citato fra i “Colfondo”, ma forse più di molti vini in questa tipologia, rappresenta una sorta di grado zero.
In bottiglia e poi nel bicchiere si ritrova un’interpretazione pura. Non ravviso alcuna intenzione di rendere appena più ricercati gli aromi e i sapori; al contrario qui c’è la ricerca della schietta dissetanza. Il naso tutto in freschezza, per dirlo alla francese, senza nascondere quella nota un po’ vinosa del Prosecco, con quell’acuto al momento in cui ancor la spuma fine si sta acquietando; poi in bocca la perfetta acidità e quella sottile sensazione tattile che porta alla salivazione; infine la grattatina in gola.
Amen.
E quindi il sorso successivo.
Un sorso tuffo senza spruzzi. Che scompare rinfrescando.

Dicevo altre volte come io ricerchi spesso nel vino più la sostanza che i sapori, le consistenze, nei casi in cui ovviamente non sia la complessitá la parte portante del piacere. Il Prosecco Ca’ dei Zago è l’esemplificazione di questo concetto.



martedì 26 novembre 2013

Il mio primo #Serbatoy1

di Daniele Tincati


Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di partecipare ad uno di quei raduni carbonari che si formano per aggregazione spontanea di persone animate dalla stessa passione.
O meglio, organizzate abilmente dal genio di una persona.
Meglio ancora, organizzate da una persona, col contributo spontaneo di altri.
La persona in questione è quel folletto (non per la stazza) di Luca Ferraro, dell’azienda Bele Casel, produttrice di Prosecco Asolo DOCG e Colfóndo, che ha messo a disposizione casa sua per l’incontro.
Non solo casa sua, ma anche una serie di serbatoi (da qui il nome) pieni di vino “atto a divenire Prosecco Asolo DOCG” da cui spillare a più non posso per scoprire le differenze tra le varie zone di provenienza (vigneti situati in varie zone limitrofe), o i vari esperimenti fatti da Luca e suo padre.
Ritrovo prima di pranzo a casa della famiglia Ferraro, in quel di Caerano S.Marco, pranzo offerto da loro e magistralmente preparato da Stefano Caffarri, aiutato in cucina da Sara Querzola, Marianna Pillan, Davide Cocco e Riccardo Avenia.
Sono quel tipo di eventi di cui vieni solitamente a sapere solo dopo che si sono svolti.
C’è sempre un sacco di gente interessante e si imparano tante cose nuove.
E io ne ho imparate tante:

- assaggiare il vino da una ventina di vasche è impresa ardua, ci vuole il fisico, e molti non ce l’hanno;
- il Prosecco o Glera, è un vitigno molto interessante, benché se ne parli male, e sarebbe bello provarlo anche nella versione ferma (se qualcuno la producesse);
- il mosto del Prosecco è una delle cose più buone che abbia mai bevuto. Se si riuscisse a trasportare quei profumi nel vino, sarebbe una bomba;
- Luca Ferraro non sta mai fermo, non si stanca mai (almeno non lo da a vedere), produce energia internamente per mezzo di una pila atomica;
- Stefano Caffarri è tanto bravo a scrivere quanto in cucina;
- Sara Querzola dovrebbe aprire un ristorante;
- Davide Cocco sa fare un po’ di tutto;
- Riccardo Avenia è uno (abile ?) squartatore di pesce;
- Maria Grazia Melegari è una fotografa seriale, deve avere una macchinetta nascosta negli occhiali;
- Dan Lerner ne sa una più del diavolo;
- Mike Tommasi ha un’automobile tipo “Ritorno al futuro”;
- ci sono tanti semplici appassionati (vedi il sottoscritto), ma molti con sta roba ci lavorano;
- c'è sempre qualcuno che dà buca, benchè si sia prenotato volontariamente, peccato per chi era in lista d'attesa e sarebbe venuto volentieri;
- in tanti sono molto “social”, ma un po’ meno “compagnia-l”, abituati ad essere sempre sul pezzo online, trascurano leggermente i rapporti umani a pelle per privilegiare quelli a bits.

In conclusione, non posso che ringraziare la famiglia Ferraro per l’ospitalità e la bella esperienza, e per aver creato un’occasione per conoscere “fisicamente” tante persone con cui si discute di vino via etere.
Sperando in un #Serbatoy2.