di Daniele Tincati
Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di partecipare ad uno di quei raduni carbonari che si formano per aggregazione spontanea di persone animate dalla stessa passione.
O meglio, organizzate abilmente dal genio di una persona.
Meglio ancora, organizzate da una persona, col contributo spontaneo di altri.
La persona in questione è quel folletto (non per la stazza) di Luca Ferraro, dell’azienda Bele Casel, produttrice di Prosecco Asolo DOCG e Colfóndo, che ha messo a disposizione casa sua per l’incontro.
Non solo casa sua, ma anche una serie di serbatoi (da qui il nome) pieni di vino “atto a divenire Prosecco Asolo DOCG” da cui spillare a più non posso per scoprire le differenze tra le varie zone di provenienza (vigneti situati in varie zone limitrofe), o i vari esperimenti fatti da Luca e suo padre.
Ritrovo prima di pranzo a casa della famiglia Ferraro, in quel di Caerano S.Marco, pranzo offerto da loro e magistralmente preparato da Stefano Caffarri, aiutato in cucina da Sara Querzola, Marianna Pillan, Davide Cocco e Riccardo Avenia.
Sono quel tipo di eventi di cui vieni solitamente a sapere solo dopo che si sono svolti.
C’è sempre un sacco di gente interessante e si imparano tante cose nuove.
E io ne ho imparate tante:
- assaggiare il vino da una ventina di vasche è impresa ardua, ci vuole il fisico, e molti non ce l’hanno;
- il Prosecco o Glera, è un vitigno molto interessante, benché se ne parli male, e sarebbe bello provarlo anche nella versione ferma (se qualcuno la producesse);
- il mosto del Prosecco è una delle cose più buone che abbia mai bevuto. Se si riuscisse a trasportare quei profumi nel vino, sarebbe una bomba;
- Luca Ferraro non sta mai fermo, non si stanca mai (almeno non lo da a vedere), produce energia internamente per mezzo di una pila atomica;
- Stefano Caffarri è tanto bravo a scrivere quanto in cucina;
- Sara Querzola dovrebbe aprire un ristorante;
- Davide Cocco sa fare un po’ di tutto;
- Riccardo Avenia è uno (abile ?) squartatore di pesce;
- Maria Grazia Melegari è una fotografa seriale, deve avere una macchinetta nascosta negli occhiali;
- Dan Lerner ne sa una più del diavolo;
- Mike Tommasi ha un’automobile tipo “Ritorno al futuro”;
- ci sono tanti semplici appassionati (vedi il sottoscritto), ma molti con sta roba ci lavorano;
- c'è sempre qualcuno che dà buca, benchè si sia prenotato volontariamente, peccato per chi era in lista d'attesa e sarebbe venuto volentieri;
- c'è sempre qualcuno che dà buca, benchè si sia prenotato volontariamente, peccato per chi era in lista d'attesa e sarebbe venuto volentieri;
- in tanti sono molto “social”, ma un po’ meno “compagnia-l”, abituati ad essere sempre sul pezzo online, trascurano leggermente i rapporti umani a pelle per privilegiare quelli a bits.
In conclusione, non posso che ringraziare la famiglia Ferraro per l’ospitalità e la bella esperienza, e per aver creato un’occasione per conoscere “fisicamente” tante persone con cui si discute di vino via etere.
Sperando in un #Serbatoy2.