Memorabilia
a.d. 2013
Il 2013 volge al termine.
Come l’anno scorso tireremo
qualche somma, enoica.
Quello che più conta è che
dal vino siano nate amicizie e nuove collaborazioni.
È il potere delle passioni
condivise.
Ci siamo dati un massimo
di cinque vini/birre e di 140 caratteri (anche se non tutti si sono adeguati e
ho deciso di soprassedere, siamo eno-anarchici!) per dirne qualcosa.
Ringrazio i nuovi
avventori-scrittori che si sono aggiunti quest’anno Riccardo Avenia, Rossana
Brancato, Eugenio Bucci, Mauro Cecchi, Andrea Della Casa, Diego Pizzuto, Daniele
Tincati che hanno elevato il livello del blog apportando una salvifica
biodiversità culturale.
Vittorio e Niccolò ormai
abituè del bar, scafati e induriti dalla militanza sono stati compagni di
viaggio fondamentali per la mia crescita e per il blog.
Kempè!
Garnacha
de Vina Bonita 2010, D.O. vinos de Madrid, Bernabeleva
Perché
non si dica che siamo sciovinisti o franco-orientati.
Gewurztraminer
2011, Cuvée Particuliére, Schueller
Perché
un gewurz così non lo avevo mai bevuto prima, Kempè.
Champagne
Lalore Blanc de Blancs, extra brut, Th&V Demarne-Frison
Perché
uno sciampo a Natale è obbligatorio e questo in particolare vi resetta le
papille gustative e l’idea che avevate della tipologia, io l’ho finito se
volete regalarmelo…
Runchet 2004, Freisa d’Asti, Ezio Trinchero
Perché
è un vino da provare almeno una volta nella vita figlio di un vitigno che meriterebbe
molto di più.
Rosato 2012, La
Porta di Vertine
Perché
è un rosato che non sa di esserlo.
Luigi
Adonis 2010, Domaine de la
Grapperie
Pineau d'Aunis e sentori di
vecchia cantina. Medio corpo, tensione ed eleganza, ma pure il giusto di
ciccia. Slurp!
Pico Faldeo 2011, La Biancara
Tessitura goduriosa. Oggetto di
Beva Impressionante, con esaltazione della Garganega da inchino. Preparate i
secchi!
kussas intrendu a manu 'eretta 2009, Panevino
Da ogni botte di quest'annata
di grandine esce un capolavoro. Sentori e sapori sempre inediti e
irresistibili. Alchimia contadina!
Malvasia Riserva 2011, Marco Fon
Luce opalina. Acidità,
opulenza, aromaticità, piccantezza, resine, sasso, mare. Tocco caramellato,
fresco. A me gli aromatici non piacciono!
Barolo Serralunga 2009, Principiano
Barolo da sete. Leggero e
croccante, intenso e fragrante. Vinificazione incredibilmente delicata. Ne
vorrei un bancale!
Niccolò
Lubigo ventiundici Croci
il frizzante naturale come piace a me, gran lavoro di valorizzazzione dell'ortrugo da parte di Massimiliano Croci
Montemarino
2008 Cascina degli Ulivi
perché Stefano Bellotti sa dare massima dignità e naturalità al
cortese.
Roero
Arneis 2012 Cascina Fornace
perché rappresenta la rinascita e il rilancio di un vitigno e di
un territorio.
Barbera
d'Asti Vigna del Noce 2004 Trinchero
un capolavoro, opera d'arte di un vignaiolo schivo e poco
conosciuto, che mostra tutta la grandezza del vitigno barbera.
Cortona
Syrah 2010 Stefano Amerighi
un regalo prezioso, inaspettato, vino che possiede un cuore
grande-grande.
Monte del
Cuca 2010 Stefano Menti
un macerato di grande bontà, prodotto da un vignaiolo che sta
crescendo in qualità anno dopo anno, fra i migliori in Italia.
Vittorio
Sòl
e Stèli 2011 e 2012 - Crocizia (Sauvignon)
Perché ogni volta che ne apro una bottiglia, non
arriva mai a toccare il tavolo piena. Perché è un vino dall'espressiva
personalità. Poi, perché mi piace essere frizzante. Marco Rizzardi: ti lovvo!
Vej
Bianco Antico 2005 - Podere Pradarolo
Il
"macerato" emiliano che non mi stancherò mai di bere. La Malvasia D.C.A. definitiva, che mi ha fatto capire cosa deve raccontarmi la
macerazione sui bianchi. Un'esperienza esplosiva. Eugenio, lovvo anche te che
me l'hai fatto conoscere.
Barrosu
riserva Franzisca 2010 - Giovanni Montisci
Perché
ogni volta che passo una serata da Zampa, si finisce sempre a Barrosu. Un vino completo,
esplosivo, potente. Un vino del cuore. Puro succo di Sardegna (quella vera).
Insomma, una gran cannona(u)ta. Poi, perché un po' Barrosu lo sono anche io!
Rosso
di Montalcino 2010 - Paradiso di Manfredi
Perché
se dovessi far capire ad un amico cosa intendo per Sangiovese Grosso, gli farei
assaggiare quest'etichetta. Perché in questo millesimo, c'è l'essenza di una
zona. Poi, perché sono un vampiro assetato di "Sangue di Giove".
Kurni
2006 - Oasi degli Angeli
Perché
non assomiglia a nessuno: il Kurni lo paragoni solo al Kurni. Punto. Perché ti
fa capire a che livello possono arrivare intensità e complessità. Perché divide
gli animi. Perché se costasse meno, ne comprerei a pacchi. Perché se lo ami, non
lo abbandonerai mai.
Riccardo.
Barbera
“Barla” 2007 - Lorenzo Corino
vino da colpo di fulmine, forse un po' atipica ma
davvero golosa. Succo e materia fusi in un perfetto unicum. Imprescindibile.
Ruché
"Chiovende"- Az. Agr Ferraro
il ruché è il
mio canto della sirena, non riesco a resistere alla sua seduzione. Ma c'è ruché
e ruché. E questo è un gran ruché!
Aris 2011-SergioArcuri
Un mix di potenza ed eleganza per questo giovane Gaglioppo. Tanta roba davvero!
Erbanno 2010 – Enrico Togni
Ogni
volta che incontro Enrico ne devo acquistare una bottiglia, è più forte di me.
E la bottiglia finisce in un amen. Glu-Glu!
Barbaresco 1988 - Roagna
E le papille fanno la ola. Perché stapparli prima quando ad una certa età
possono raggiungere certe vette?
Andrea
Frizzante Dei Colli Trevigiani 280 Slm 2012 - Costadilà
Premio Andy Warhol: ¼
d'ora di gloria e fattanza, 15 minuti per scolare la boccia, una vita per
rimpiangerla. Pop e Virale.
Crozes Hermitage Foufoune 2011 - Les Champs Libres
Premio
Serial-drinker: Lo bevi e giochi a vini-senza-frontiere.
E ✈ in Francia e
sei ☻ come un ♛. Europeista.
Pinot Grigio '09 - Dario Princic
Premio
il Bucci D'Oro: Bianco, rosso o rosato? Si fottano: qui c'è il meglio dei 3. E
la somma è un oro che brilla. La resistenza è inutile: voi sarete Orangizzati.
Montepulciano d'Abruzzo 1995 - Valentini
Premio
Alla Carriera: Dopo la '95, mai più fatti così. Ora ha 20 anni e io 40(+/−). E
ballerà sulla mia tomba. Highlander.
Litrozzo Bianco 2012 - Le Coste
Premio ⒶⒶⒶ:
Alcolisti Anonimi Anarchici. Ci si ritrova 2 volte a settimana. Una cannuccia
in ogni boccia e via andare. E ogni litro, una medaglia. Join Us.
Eugenio
Dettori Bianco 2004,
Romangia IGT, Tenute Dettori
Alla faccia di chi dice
che i vini naturali durano solo una stagione. Bianco poi! Un vino
“difficile”, ma se apri la serratura del forziere, scopri un tesoro.
Contadino 9, Vino da
tavola, Frank Cornelissen
Ruvido, a volte grezzo,
cangiante di mirabili sfumature, sempre diverso da se stesso. Tappa obbligata per fare il salto
dall’altra parte della siepe. (un pò criptico, si è capito ?).
Le Regard du Loir N°1, Vin
de table de France, La Vigne de l’Ange Vin
La congiunzione tra
l’Etna e la Pianura Padana passa per la Loira. Prendi il Contadino 9 e lo
Schioppettino di Bressan, mescola bene e rifermenta in bottiglia. Frutta,
pepe e lava.
Pinot Nero 2009, Vigneti
delle Dolomiti IGT, Elisabetta Dalzocchio
Amo il Pinot Nero
e l' AltoAdige, ma fatico a trovare un Blauburgunder all'altezza
della Borgogna. Non l’ho trovato
neppure in Trentino, ma questo vino è troppo buono e succoso che fa dimenticare
tutti e due.
Ripa di Sopravento 2010,
Vino Bianco Frizzante, Vittorio Graziano
Per brindare, Champagne!
Si ma emiliano. Ha ricordi
di vecchi Champagne, e si potrebbe sognare con qualche vecchia bottiglia
ancora suoi lieviti. Intanto, da
sveglio, mi scolo questa!
Daniele
Cour
Cheverny "La Porte Dorèe" 2009, Philippe Tessier
Romorantin da vigne over 40 in bilico tra sale e dolcezze, roccia e levità.
Funambolico
Pico 2010
- Angiolino Maule
Lo conobbi macerato, tra tè e whisky, lo ritrovo tropicale e agrumato gran
beva. Provate a fermarvi
Gaggiarone 2006 - Annibale Alziati
Terroso ed elegante.Vino
da tavola. Da vera tavola. La Bonarda al potere
Malvasia
di Candia aromatica "Besiosa" 2012 - Crocizia ( warning ! conflitto di
interessi, solo che questo vino lo adoro..)
Albicocca, aranciata amara e miele, spumosa da rifermentazione. Beva compulsiva
Spigàu
1999 - Fausto de Andreis
Pugno di
ferro in guanto di velluto. Ne vorrei almeno un'altra lacrima. Quella che ho
versato
Mauro
ExtraOmnes- Wallonie:
Saison ricca
di luppolo amaricante e note rustiche, il birraio è talmente belga da far dimenticare
che vive in Italia e si chiama Luigi.
Foglie D'Erba –
Ulysses le black ipa di solito non le apprezzo, ma in questo
caso luppolatura balsamica e il tostato hanno un equilibrio a
cui solo i grandi possono aspirare.
Brasserie des
Franches-Montagnes- Abbaye de Saint Bon-Chien Birra passata in
barrique, complessa, fruttata e con una discreta acidità che ripulisce il
palato e maschera l'alta gradazione (11%). Se la trovate, approfittatene.
Black Barrels – Nut, the
Irish Jinn apa con una montagna di luppolo Cascade , fermenta per sei
mesi in botte di rovere dove raccoglie microrganismi vari che vanno a
pennellare una complessità
inusuale per questo tipodi birra
De
Dochter van de Korenaar – Enfant Terrible un caleidoscopio
di frutta, cuoio, torba e note stallatiche. Gran birra, complessa ma
semplicissima da bere…se riesci a memorizzare il nomedel birrificio s’intende.
Diego
DeLa
Cabernet Franc 2007 Les amis vignerons d’Anne Claude Leflaive
Per quelli convinti che il Cabernet Franc sia solo vitigno da taglio, una sventola in faccia. In purezza, armonico, fruttoloso, biodinamico.
Malidea 2004 Iuli
Un matrimonio tra Barbera e Nebbiolo che dopo 9 anni dimostra ancora passione. Al naso è sublime, in bocca si scatena.
Rosso di Montalcino 2012 Tiezzi
Pimpante eppure al palato pulito e fresco. La sapidità si mescola con prugna e lamponi. Giovanotto con gli attributi per crescere alla grande.
Batàr 2010 Agricola Querciabella
Chardonnay e Pinot bianco si fondono in un giallo oro carico danzando insieme tra note legnose e tropicalità. E poi miele, burro e sapidità.
Tuderi rosso 2003 Dettori
Dice il detto: vedi Napoli, poi muori. Lo stesso vale per lui. Maturo, pieno, caldo, equilibrato. Indimenticabile, da farci l’amore.
Sergio aka Gastrofanatico