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lunedì 11 febbraio 2013

Un po’ di tempo fa


Un po’ di tempo fa ho aperto un Verdicchio di Matelica 2001 di Collestefano e l’ho fatto nella speranza di essere sorpreso.
La vinificazione che esaltava la freschezza e la verticalità organolettica  faceva sperare in una evoluzione elegante ed infatti ho tenuto una serie di bottiglie di annate vecchie e ho cominciato a stapparle.
Invece una delusione (non voglio sminuire nè  il vino nè il produttore, seguitemi nel ragionamento).
Il colore era un po’ troppo verdeggiante per l’età.
Il naso era quasi assente, pochi refoli di profumi non inquadrabili ma neanche pessimi .
In bocca c’era una acidità ancora prepotente ma scissa dal corpo del vino che era debole se non inesistente.
Sapori quasi assenti.
Direte che sia normale per un vino di undici anni che magari non era nato con pretese di longevità.
Avete ragione in linea di principio, però la sensazione era che il vino non fosse morto per anzianità (non c’erano ossidazioni di nessun tipo) ma per incapacità di evolvere.
Questa incapacità di evolvere, forse, è stata indotta da solforazioni abbondanti e filtrazioni altrettanto spinte.
Una analisi del genere l’ha fatta anche Simone Morosi su un Silex 96 di Dageneau.
L’ossessione per la tenuta del vino ha portato a realizzare delle mummie, statiche, la lotta contro il tempo ha tolto la bellezza dell’invecchiamento e l’abbandono della morte.
Non sono vissuti e non moriranno come degli zombie.

Luigi

Ps
Questa volta niente “Kampai” capite da soli il perché.
Con tutto ciò ciò non voglio demonizzare la solforosa e i filtri, però mi chiedo perché faticare per avere delle uve di qualità ottenute in biologico certificato per poi mortificarle?
Ho altre bottiglie e altre vecchie annate continuerò il mio test.

domenica 10 febbraio 2013

Ho consigliato un bistrot




Ho consigliato un bistrot a mia moglie, voleva festeggiare con le amiche il compleanno.
Ne ho scelto uno che avesse una carta dei vini decorosa, però…
Premettendo che le invitate erano tutt’altro che astemie e il vino in casa c’è l’hanno sempre, addirittura il marito di una di loro ne produce.
Ebbene al momento di scegliere cosa bere hanno preso la carta dei vini e hanno candidamente ammesso di non sapersi assolutamente orientare fra le referenze.
Per cui di solito, se non accompagnate dai mariti/compagni, si affidano all’oste con le tre parole che noi tutti aborriamo “vorrei un rosso/bianco/bollicine” e voilà la scelta del prodotto è delegata a terzi.
Il fatto che il vino non abbia appeal per le donne che non delegherebbero mai la scelta di un rossetto neanche alla migliore amica/sorella è una debacle incredibile per chi si occupa di marketing e comunicazione del vino e una presa di coscienza della assoluta incapacità comunicativa dei giornalisti enoici e ahimè dei blogger.
Il vino è una questione maschile?
Come le chiacchiere da bar su calcio e formula uno?
Pensiamoci, perché temo che sia così.

venerdì 8 febbraio 2013

Il Boca "Le Piane" 2006 di Cristoph Kunzli di N.Desenzani






Il tannino di questo giovanissimo vino incide parecchio.
E si sa che vini del genere dovrebbero davvero esser bevuti da più vecchi.
Anche perché non solo il tannino è un po’ aggressivo, ma in bocca son vini molto delineati da giovani, che quasi non lascian trapelare riconoscimenti (in questo caso, invero, ci ho sentito un richiamo netto alla liquerizia).
Sembrano fatti apposta per lasciare che sia il tempo a disegnarne il profilo.
Il naso, grazie a una mano ferma ma non invasiva, un po’ oldstyle nel senso migliore, è invece già più facile. Con proto aromi che vanno dalla foglia di pomodoro al pepe, dal tabacco alla cola, dalla frutta scura all’incenso.
Ma tutto l’insieme, con una materia di estrema pulizia ed equilibrio, grande struttura e trama precisa, piacevolezza tattile evidente e freschezza rara, fa pensare che siamo di fronte a un cucciolo di vino che da grande sarà grande.
E io so.
Con certezza di chi ha avuto la fortuna di bere vini vecchi di queste parti.
Che continuerà a migliorare per cinquanta e più anni.
Senza cedimenti.
Lunga vita a questo Boca!
(Ma già adesso il metro di beva è il secchio)