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giovedì 24 ottobre 2013

colline novaresi, nebbiolo 2010, Conti


Il Nebbiolo dicono gli ampelografi sarebbe nato in Valtellina o giù di li, poi si sarebbe diffuso in Piemonte a cominciare dal nord poi sempre più giu.
Si trovava anche in Monferrato ora non più.
I nebbioli del nord Piemonte mi affascinano, forse perché sono rari e io ho derive snob ma non solo, mi piace che la loro durezza sia non tutta nei tannini urticanti ma ben distribuita fra acidità viva e tannino.
Poi sono diafani, scarichi, esangui (di solito) molto nobili già nell’aspetto.
Non innalzano colori e concentrazioni muscolari.
Sono vini che li apri, li finisci e poi dopo un po’ dici buono!
Hanno una beva decisamente più semplice, friendly, gastronomica dei fratelli del sud.
Semplice però non vuol dire banale, i profumi sono confidenziali, appassiti, timorosi, rugginosi in sospensione nel liquido vivo e stupendamente acidulo.
Questa versione delle sorelle Conti è così ritroso ma gioviale, compulsivo come le produttrici.
E il territorio malgrado una certa marginalità mediatica è evidentemente vocato a produrre nebbiolo, da valutare e bere a secchi.
Kempè

Luigi


venerdì 8 febbraio 2013

Il Boca "Le Piane" 2006 di Cristoph Kunzli di N.Desenzani






Il tannino di questo giovanissimo vino incide parecchio.
E si sa che vini del genere dovrebbero davvero esser bevuti da più vecchi.
Anche perché non solo il tannino è un po’ aggressivo, ma in bocca son vini molto delineati da giovani, che quasi non lascian trapelare riconoscimenti (in questo caso, invero, ci ho sentito un richiamo netto alla liquerizia).
Sembrano fatti apposta per lasciare che sia il tempo a disegnarne il profilo.
Il naso, grazie a una mano ferma ma non invasiva, un po’ oldstyle nel senso migliore, è invece già più facile. Con proto aromi che vanno dalla foglia di pomodoro al pepe, dal tabacco alla cola, dalla frutta scura all’incenso.
Ma tutto l’insieme, con una materia di estrema pulizia ed equilibrio, grande struttura e trama precisa, piacevolezza tattile evidente e freschezza rara, fa pensare che siamo di fronte a un cucciolo di vino che da grande sarà grande.
E io so.
Con certezza di chi ha avuto la fortuna di bere vini vecchi di queste parti.
Che continuerà a migliorare per cinquanta e più anni.
Senza cedimenti.
Lunga vita a questo Boca!
(Ma già adesso il metro di beva è il secchio)