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lunedì 24 settembre 2012

Le vin de jardin 2011, La Grange aux Belles


Naso smaltato, caratteristico di fermentazione senza solfiti. Fruttini sotto spirito e una qualche corteccia aromatica. In bocca una bella acidità, agrumi, ciprie, un bel velo amarognolo, piuttosto caldo, ma con un retrogusto un po’ ciliegioso molto ghiotto (probabilmente figlio di una macerazione carbonica).  Dopo un po' dall'apertura perde alcuni degli aspetti più fastidiosamente aromatici. Si dipana esplicitando la grammatica di base dei vini naturali, appoggiandosi a un vitigno meno conosciuto (vecchie viti di grolleau in Anjou, Loira), che in questa chiave si fa davvero interessante perché cambia si scompone e si ricompone infine dando una sensazione caramellosa, accattivante. Mi ha ricordato il Rosso si Antonuzzi a base grechetto rosso.
Prototipo del vin de soif che si beve oggi nelle peggiori (leggi migliori) cave transalpine, dove la beva quantitativa è decisamente più sdoganata che al di qua delle Alpi.