di Niccolò Desenzani
Pare aver quadrato il cerchio Corrado Dottori, con questo verdicchio base di perfetto equilibrio. Un sorso senza alcun fronzolo, dritto, non goloso, ma appagante.
Per trama, acidità, amaritudine, vitalità.
In sottrazione, ma senza essere scarnificato.
Felicissima riuscita dopo tante edizioni che per me non erano mai del tutto convincenti.
Al naso è appena di lana bagnata, ma poi fiori dolci e erbe di campo, alla distanza un cenno nobile di moka.
In bocca una bellissima neutralità aromatica, dove possono gli elementi strutturali e tattili più che gli aromi e i sentori.
Questo è il vino che mi piace: sostanziale, poco estetico.
Sacra carbonica dopo poco dall'apertura, sancisce un bianco di grandissima beva e il bancale diviene il metro del desiderio.
