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martedì 12 febbraio 2013

#barbera3 prove di trasmissione 2°



Ci siamo: domenica 17 febbraio a Torino confluiranno da molte parti d’Italia amici e produttori per partecipare a #barbera3, eroi del barbera, 27 persone per 6+1 bottiglie di barbera, il tutto in uno dei locali più piccoli di Torino ma dotato di grande fascino enogastronomico: il Contesto Alimentare.
creatività e parlantina: Luigi Fracchia
fisica della degustazione e della critica: Niccolò Desenzani
anticipo della caparra e rapporti con la stampa: Vittorio Rusinà
follow on twitter #barbera3 #barberatre

mercoledì 23 maggio 2012

c’è fermento a Torino, CONTESTO ALIMENTARE, trattoria urbana


Ristorante CONTESTO ALIMENTARE, trattoria urbana, via Accademia Albertina 21/E.
Ha aperto da pochi mesi, in una via centrale dal nome e reminescenze blasonate, un piccolo ristorante dal design molto accattivante.
Un misto fra New York e i foodies franco-parigino.


Un bel progetto contemporaneo ma non algido, arredi e boiserie in materiali poveri come l’MDF verniciato naturale, acciaio smaltato bianco, intonaci lievemente rugosi di un bel grigio, tavolone centrale totemico, illuminazione ben calibrata, fantasmi altrettanto bianchi di sedie da trattoria di un tempo su un pavimento di legno.



Molto cool.
Molto accogliente.
Molto bella la definizione di trattoria urbana.
Francesca Sgandurra giovanissima ma con mano già rodata, sfama coloro che varcano la soglia con Tajarin sottilissimi e rossi come il sole al tramonto, plin ripieni di pere e testun, carne cruda al coltello, blinis di zucchine, insalate croccanti con formaggio Comtè.


A mezzogiorno il menù subisce variazioni in base alla disponibilità di mercato e alle intuizione della cuoca.

Francesca Sgandurra

E poi sono anche ironici nel proporre  cibi e vini e questo aiuta a sdrammatizzare e rendere il pasto conviviale e naturale:
“Pesci fuor d’acqua” (acciughe al verde, baccalà mantecato, salmerino di fonte).
“Scampagnata” (polpettine, acciughe e focaccia ripiena).
“L’orto in tavola” (sformatino di spinaci con zabaione salato).
“Dall’aia” (arrotolato di coniglio grigio di Carmagnola alle erbe, cannella e pancetta).
“La rossa” (roast beef di bue).
La proposta di vini bianchi è titolata: “come andare in bianco senza soffrire”.


Grande selezione dei fornitori di materie prime e formaggi e mano gentile ma decisa nel trasformarli.
Menù speciali nei fine settimana nei quali qualche preparazione di pesce si aggiunge al menù .
Sui vini c’è da lavorare ancora, ma di giorno in giorno nuove aggiunte cominciano a ingrossare le fila di una carta tutta da costruire.



Vittorio Rusinà mia moglie ed io abbiamo bevuto un Renosu bianco Igt di Dettori e un Arcese 2010 di Bera.
Insomma siamo andati in bianco senza soffrire, tutt’altro.
Il conto è piuttosto leggero a fronte della qualità proposta sui 15,00/30,00 a testa senza vini.
Torneremo, perché c’è progettualità e passione ed è uno di quei posti che vorresti avere sempre a portata di mano, un ristorante di quartiere con lo sguardo rivolto al quartiere latino o al village.
E noi che siamo alla periferia nebbiosa dell’impero ogni tanto uno squarcio nell’orizzonte e indistinti vocii stranieri ci riempiono il cuore.
Bonne degustation

Luigi










Questo l'abbiamo portato noi