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lunedì 16 marzo 2015

Mangiari di casa: I cappelletti della Mamma



di Cristian Quarantelli              



Eh si… cosa c’è di più corroborante, di più appagante, di più… qualsiasi cosa… che un bel piatto di Cappelletti aka Anolini aka Galleggianti aka Caplèt aka Anolén in brodo rigorosamente di manzo e cappone??? Credo proprio nulla!!!!






Metti una sfoglia di semola di grano duro e uova  (ogni etto un ovetto! N.d.M.) , ripiena di due o tre tipi di Parmigiano Reggiano di invecchiamento diverso e/o diversi caseifici, solitamente 24/36 mesi e quando lo si trova pure un 48 e pane grattugiato ammorbidito con un po’ di brodo (ogni due scodelle ABBONDANTI di Formaggio una di pane! N.d.M.),  un cucchiaio di triplo concentrato, uno o due uova e il gioco è fatto!
(Mi raccomando il ripieno si deve sgranare, non deve essere troppo molle! N.d.M.)





Io li ho abbinati ad una Znestra di Crocizia aka Marco Rizzardi, binomio Perfetto!
Cappelletti finiti, bottiglia finita!

A presto!
Cristian



N.d.M. – Nota della Mamma

martedì 9 settembre 2014

#piattidalode Canederli allo speck in brodo, da Kofler a Falzes

di Daniele Tincati


Erano anni che non salivo fin quassù, da dove pare di poter sputare in testa ai passanti delle strade di Brunico.
Ci è voluta una giornata da lupi "magnari", una fra le tante in quest'agosto ormai passato.
"Passavo qui vicino" e non ho resistito.
E c'è sempre pieno di gente, anche del posto, sinonimo della buona cucina.
Questi canederli allo speck, piatto di tradizione con ingredienti di recupero, e sempre poco costosi, ti riconciliano con il mondo, anche con una stagione del genere che ti costringe a chiuderti in casa, nonostante i luoghi da visitare e camminare attorno siano fantastici.
Peccato non abbia fatto anche la foto della torta di grano saraceno, altra inarrivabile specialità del posto, che mi sono scofanato dopo.
Ci ho bevuto una birra, ma hanno anche qualche discreto vino, servito per giunta anche al calice.

martedì 11 febbraio 2014

Se col Brodo non ci bevi solo acqua

di Daniele Tincati


L'ho sempre fatto anch'io, fin da quando ero piccolo, per ovvi motivi, ma anche dopo, per scelta, di bere solo acqua in accompagnamento al brodo di carne.
Brodo in cui galleggiano, o affogano, gli oggetti non identificati più svariati, dai tortellini ai passatelli, passando per anolini e cappelletti.
Ma si può avere di meglio.
La diatriba sorge spontanea su bianco o rosso.
Meno conflitto sul fermo o frizzante, dove le bollicine hanno la meglio.
Chi ama una Malvasia frizzante, chi un Lambrusco rustico e sgrassante.
Nel mezzo, di ogni.
E' cosi che ho trovato la mia tipologia perfetta, o la bottiglia perfetta.
Cosi mi pare e "a me mi piace".
Un Metodo Classico rosso di Lambrusco.


Poco importa se è di una varietà poco diffusa e conosciuta.
Oppure importa, ma non stiamo a sottilizzare.
Vanni Nizzoli ha trovato la sua giusta dimensione col Metodo Classico ( cit. N.Desenzani ), parlando a più ampio spettro dei suoi ultimi vini.
Sta di fatto che questo vino è perfetto con il brodo e i suoi abitanti.
E non solo.
E' veramente una bella bottiglia.
Lambrusco Barghi in purezza.
Ho assaggiato la stessa annata 2011 in più riprese di sboccatura ( nov.2012, mag.2013, sett.2013 ).
L'evoluzione è stata lineare, passando dal frutto pieno a note più evolute, mantenendo un suo equilibrio.
Rosso rubino brillante, scarico.
Un'effervescenza abbondante, ma fine, inonda il bicchiere di spuma dai riflessi violacei tenui.
Profumi di piccoli frutti rossi si mischiano alla roccia macinata.
Una nota verde viene coperta da un'altra fumè.
La mineralità di rovo di una Schiava della Val Venosta.
In bocca è fresco, sapido, la carbonica scoppietta ma non esplode.
Secchissimo, con un bel corpo avvolgente.
Tannino lieve appena accennato.
Finale non particolarmente lungo, ma appagante, che sa di buono.