di Niccolò Desenzani
Raccolgo l'idea di Vittorio di raccontare anche qualche piccola gioia intima del cibo che si mangia in casa, lontano dall'idea dell'alta cucina, a coefficienti di difficoltà minimi. Roba da cucinanti, perché quello sono, da anni. E resto fino ad ora un eterno principiante.
Amo sempre più i guazzetti (zuppette, preparazioni a base molto bagnata).
Raccolgo l'idea di Vittorio di raccontare anche qualche piccola gioia intima del cibo che si mangia in casa, lontano dall'idea dell'alta cucina, a coefficienti di difficoltà minimi. Roba da cucinanti, perché quello sono, da anni. E resto fino ad ora un eterno principiante.
Amo sempre più i guazzetti (zuppette, preparazioni a base molto bagnata).
È un equilibrio non facile da trovare, perché si gioca su consistenze e gusto, senza mai adattarsi a un solo stato e un sapore unico.
Fra tanti pregi ne vedo uno, originale. Un buon guazzetto esalta i sapori e valorizza ogni ingrediente, e si può aggiungere qualcosa di sfizioso preparato magari a parte e anche in piccola quantità.
Sulle basi immagino quasi sempre legumi, come lenticchie o ceci, essi stessi magari presenti in due stati, parte solida e parte densamente liquida.
Qualcosa che dia lo zic acido. Che so qualche piccolo pomodoro.
Poi può essere una buona pasta, una verdura più croccante o una più amara, un piccolo pezzo di pesce, polpo, crostaceo, preparato a parte, da sdraiare nelle consistenze solo alla fine.
Ma anche spezzati di carne o pezzi di volatile, per chi non disdegna.
Fra tanti pregi ne vedo uno, originale. Un buon guazzetto esalta i sapori e valorizza ogni ingrediente, e si può aggiungere qualcosa di sfizioso preparato magari a parte e anche in piccola quantità.
Sulle basi immagino quasi sempre legumi, come lenticchie o ceci, essi stessi magari presenti in due stati, parte solida e parte densamente liquida.
Qualcosa che dia lo zic acido. Che so qualche piccolo pomodoro.
Poi può essere una buona pasta, una verdura più croccante o una più amara, un piccolo pezzo di pesce, polpo, crostaceo, preparato a parte, da sdraiare nelle consistenze solo alla fine.
Ma anche spezzati di carne o pezzi di volatile, per chi non disdegna.
A suggello un lungo filo d’olio.
Qui nella foto un piccolo esperimento di livello tecnico pari a zero (il mio livello): base di erbette a lungo cotte, con una manciatina di lenticchie, fino a poterle tagliare con un cucchiaio di legno; acqua e sale e le patate. Infine un po’ di pasta di granturco, avanzata dal pranzo. Poi avevo dei filetti di salmone fatti lessi, appoggiati sopra. Lungo filo d’olio e pepe a volontà.
