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venerdì 8 novembre 2013
Paski 2010, Coda di Volpe IGT, Cantina Giardino. Di Niccolò
Bere il Paski, da coda di volpe, mi dà un senso di revival dei sentori puri di quando iniziavo a scoprire il vino naturale. Dove naturale andava di pari passo con ancestrale.
Profumo compatto e risolto che fa fremere di sete; come di cidro di mela o di pera, secco, dove la componente aromatica primaria del frutto s'è quasi persa e ne rimane la base olfattiva potente.
Il contrario della ricerca dei profumi fruttati classici e dei bouquet ricchi e sontuosi. Qui c'è solo la sostanza della fermentazione.
In bocca coniuga sapori di forte acidità e spessore papillare, che danno un quadro di equilibrio masticabile.
Non guasta un tocco di volatile, a confermare la rusticità.
Purezza di fermentatazione, sapori anche selvatici, ma per lo più di grande espressività.
Un sorso che sussume tanta geografia e tanta storia. Prototipale. Pienamente risolto.
Con un primosale di capra mi ha quasi commosso.
11,5 gradi di dimensione ancestrale.
venerdì 29 marzo 2013
Munjebel bianco 7, Franck Cornelissen
Avevo
acquistato nel 2011 a Solicchiata, durante il mio giro etneo, una bottiglia di
Munjebel bianco, adesso dopo aver bevuto il Munjebel rosso è diventato
imprescindibile per me assaggiarlo.
Curioso
come una scimmia giravo intorno allo scaffale sino a che, alla prima occasione, l’ho aperto.
Macerato
è macerato, ha il fondo che piace tanto a Niccolò Desenzani.
Profumatissimo
di fiori e fieno e thè.
Intenso
e mutevole epperò.
Quasi
sottotraccia, che dire, di una eleganza leggera con puntate magmatiche.
Kampai
Luigi
Ps
E
un po’ mi pento di essere stato un giorno intero fra Sollichiata e Randazzo e
non essere passato da Cornelissen.
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