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lunedì 7 novembre 2011

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Una settimana dopo.
Il territorio come stato mentale.


Non volevo scrivere di Fornovo e della fiera dei vini di vignaioli.
Perché di strategie di mercato, fiere, business ne capisco poco o nulla.
Perché ci sono andato leggero.
Si fa per dire, ero armato di carrello per gli acquisti, macchine foto, taccuino per gli appunti.
Ho usato solo il carrello.
E a culo gli appunti e le foto.
Ottimo viaggio in treno.
Ottima compagnia trovata in loco.
Molto qualificata e sottotraccia e molto interessata.
I soliti quattro gatti che però fanno della divulgazione del verbo enoico la loro vita e il loro mestiere.
Rumore e festosa partecipazione.
Tendone con memorie di fiere anni settanta.
Un mito per i cultori dei beta movies italiani.
Bicchieri pessimi, unica nota negativa, il prossimo anno me ne porterò uno.




Metti più di due vignaioli insieme e si genera un territorio dell’anima.
Si è celebrato, come nelle fiere arcaiche, un rito di riunificazione e incontro prima dei mesi bui dell’inverno e si è bruciato con l’alcool e le risate il suo spettro.
Gettando un ponte per una primavera mite e feconda.
Un rito di appartenenza cementato dallo scambio e dalla partecipazione comunitaria.
Cosa si voglia comunicare con fiere del genere e a chi, non lo saprei dire.
Sicuramente ne è venuta fuori una cotè festosa e ancestrale, un baccanale in salsa contemporanea.
L’esatto opposto delle algide manifestazioni business oriented o gli educational.
Non c’era territorio!
Qualcuno ha tuonato nella cassa di risonanza del web.
Ma cos’è il territorio?
Ma cos’è una comunità?
Se non l’espressione di un territorio.
Domenica e lunedì a Fornovo c’era una comunità che ha portato i frutti della propria terra alla conoscenza degli altri e noi abbiamo visitato i loro territori cercandoli nel bicchiere.
Un melting pot momentaneo e sovversivo e popolare.
Da sempre l’ibridazione e la contaminazione hanno generato novità e tradizioni.
Perché le tradizioni, i territori non sono monoliti fissi e immutabili ma processi continui di modificazione e acquisizione e cambiamento.
Il flusso e l’oblio sono le cifre del territorio.
Non la staticità delle pietre.
Il territorio è generato dalle comunità.
E a Fornovo la comunità si è riunita.
E ha offerto i doni della propria terra ai visitatori.
Ed io, nel mio piccolo, sono contento di esserci stato.