di Niccolò Desenzani
Più che il vitigno potè il terroir.
Ma non solo, è anche questione di stile. Per me la vinificazione è azzeccatissima. Lascia un che di fermentativo irrisolto. La tensione e il movimento. Danza nel bicchiere.
Sarà chardo o trebbiano ;) buono buono comunque, beva sfrenata.
Mobile evolutivo diviene via via più definito, balsamico e insieme morbido. Acidità in sviluppo.
Chi cerca il riconoscimento del vitigno rimarrà probabilmente deluso.
Non c'è nulla dello stereotipo.
Ho pescato nella memoria uno chardo che forse aveva qualcosa in comune con questo: il Coufe chien del Domaine du perron. Ma con più sostanza in questo caso.
Per dire che non è un caso di mascheramento del vitigno, di appiattimento del gusto dovuto al metodo di vinificazione. Piuttosto, finalmente, sono vini che si spogliano, e mostrano le loro nudità con disinvoltura. Abituati alle divise, molto ben riconoscibili, per un attimo dobbiamo ricalibrare il nostro spirito di osservazione e reimparare a riconoscere.
Avrei bisogno di berne ancora.
Per studio, naturalmente!
