L'aspetto è da manuale dell'Orange Wine.
Al naso è cera d’api, pesche, fiori accennati; forse un po’ di gomma è l’unico segnale di macerazione evidente, insieme proprio al fatto di non essere un vino dai profumi fruttati freschi e penetranti, ma come solo accenni essicati. Un ricordo di legno lucidato. Forse un po’ di agrumi e qualche arbusto semisecco di macchia mediterranea.
Nessun rischio di scadere nelle note di tè alla pesca. In fondo una zuccherosità arcana, molto evocativa. Accattivante la delicatezza dell’alcool, appena percepibile.
In bocca devo dire che è bello tondo. Solo qualche microaccenno di tannino, acidità molto moderata, tamponata da una sapidità veramente equilibrata. Anche l’acidità volatile molto bassa e soltanto un piccolo spunto alcolico in deglutizione che mantiene la sensazione di freschezza.
Vino dissetante e senza dubbio da desiderare in accompagnamento a molti cibi.
Escluderei il pesce e i crostacei delicati, per il resto lo berrei volentieri a tutto pasto, come si soleva dire.
Grecanico 100%, macerato in anfora per svariati mesi. No legno.
Niccolò Desenzani
Niccolò Desenzani
Pithos '10
L’ho
ordinato come secondo vino a cena da Peppe Barone alla Fattoria delle Torri di
Modica.
Il
primo, un grillo, appena l’ho assaggiato ci ho innaffiato il limone della
bellissima terrazza del ristò.
Ebbene,
ordino il Pithos lo verso ed ha un colore intenso ma nitido, sharp direbbero
gli anglofoni, come l’aria in un pomeriggio di maestrale.
Un
naso fresco di limone in foglia e accenni di clorofilla.
Ma
è la freschezza, l’assenza di eccessi di
ossidazione e di tannicità che mi ha impressionato.
Non
avessi saputo del protocollo produttivo, non credo che me ne sarei accorto.
Ho
pensato allora ed oggi mentre scrivo che hanno preso le misure ai vasi vinari
argillosi in casa Cos con risultati sorprendenti per freschezza e semplicità.
Scorre
veloce nei calici, un inno alla leggerezza, anzi all’insostenibile leggerezza
della superficialità profonda.
E
poi quasi a ripetermi e copiando Niccolò è un trionfo di sapido/salino (marchio
di fabbrica delle sabbie calcaree* della contea di Modica), delicatezza
alcolica e morigeratezza acida (sempre a braccetto con un po’ di vegetale).
Grecanico 100%, macerato in anfora per svariati mesi. No legno.
Luigi Fracchia
*Do’
Zenner, produttore di Pachino, sostiene che questo calcare essendo della zolla
tettonica africana abbia una diversa influenza sulla vite e sull’uva, a me
piacere crederci e sentire nei vini un chè di tropicale ed esotico.