Frequento da tempo l'Alto Adige, ma Pranzegg non lo conoscevo.
Stanno uscendo dall'anonimato alcune piccole e più o meno recenti realtà, animate da giovani viticoltori.
Una nouvelle vague sudtirolese che sta dando ossigeno ad una produzione stantia da anni.
Livello medio elevato, ma pur sempre di livello medio si tratta, a parte pochi casi.
Produzioni omologate di buona qualità, con qualche eccellenza, ma nessuno che si azzardi ad uscire dagli schemi.
Tutti che copiano tutti, sembra la parola d'ordine.
Ma qualcosa si muove.
Recentemente anche i vini di Patrick Uccelli di Tenuta Dornach mi hanno fatto un'ottima impressione.
Parlando del vino in questione, ci sarebbe qualcosa da dire sulla confezione.
Bottiglia pesante, fondo da Metodo Classico con la tacca (non ne comprendo il motivo), etichetta accattivante ed elegante tappo in vetro.
Confezione di un certo livello che alza sicuramente il prezzo del prodotto.
Il tappo in vetro però non mi convince fino in fondo.
Al contrario dello Stelvin, non mi sembra robusto come chiusura.
La paura è che, in caso di urto accidentale nella zona del tappo, ci possa essere una perdita di ermeticità.
Io ho comprato la bottiglia in un punto vendita di prodotti tipici a Merano.
Bottiglie in un cestone a portata di mano dei clienti.
Sarebbe bastato poco, come poco basta per aprire la bottiglia, una piccola leva con le dita.
Ma mi piacerebbe approfondire, se qualcuno ne sa di più....
A prima vista si potrebbe scambiare per una Schiava.
Il colore è rosso rubino scarico, ma sono i riflessi violacei che tolgono i dubbi.
Si vede che comunque c'è una bella materia, il bicchiere è discretamente pesante.
Anche un bel numero di archetti veloci ma fitti segnano il vetro.
Naso rarefatto ma croccante di frutta rossa appena acerba.
Bella nota minerale di roccia, classica di alcuni vini altoatesini, che gli conferisce un fondo affumicato che mi piace parecchio.
C'è sempre anche qualcosa di vegetale, che arricchisce il profumo.
Proseguendo, fa capolino una leggera puntina acetica, appena percettibile al naso, ma non in bocca.
Non capisco se questa può essere riconducibile al tappo.
Purtroppo la bottiglia non arriva direttamente dal produttore, quindi non so nulla della conservazione nel mezzo tra Pranzegg e la mia cantina.
Assaggio caldo, come si diceva prima, più da rosso che rosato.
Avvolgente, con leggera percezione dolce dovuta probabilmente alla componente alcolo-glicerica.
Tannini leggerissimi, ma ci sono, finale soddisfacente, nel senso di soddisfazione generale.
Un bel vino, con la sua personalità, cosa ormai rara da quelle parti, che coniuga la bevibilità di una Schiava, con qualche sprazzo da Lagrein.
Pare più un rosato del centro Italia, stile Cerasuolo.
Bel jolly in tavola, uno di quei bicchieri che sta bene con tutto, forse anche col pesce.
Ma per stare sul tradizionale, con una bella merenda tipica tirolese.

