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lunedì 24 marzo 2014

FutureFood, post da leggere lontano dai pasti

di Andrea Della Casa

No, non mi riferisco a quell’intruglio misterioso che si prepara in 3 minuti con una bustina sospetta e acqua bollente.
Qualcuno forse ha già capito.
Sto parlando di coloro il cui peso rappresenta il 45% del peso di tutti gli animali della terra.
Gli insetti.



chapulines messicane
Quando un domani non sarà più sostenibile fare un allevamento di vacche, per il quale occorre tanto consumo di suolo, se vorremo mangiare proteine animali dovremmo ricorrere agli artropodi.
myrmecocystus o formica del miele
E sicuramente non moriremo di fame visto che pare che ciascuno di noi abbia a disposizione circa 200.000.000  insetti (più o meno 135kg di insetti per ogni kg di uomo).
Smettiamola di fare gli schizzinosi solo noi Europei (assieme ai nordamericani) non abbiamo questi animali presenti nella dieta, in tutti gli altri continenti sono pietanze molto apprezzate. Eppure mangiamo tonnellate di gamberetti che dal punto di vista biologico sono praticamente identici agli insetti. Anzi, in verità ci sono già locali in Inghilterra dove una birra viene accompagnata da grilli saltati in padella con le spezie anziché dalle classiche chips.

larva di punteruolo



Le specie commestibili sono circa un migliaio: il myrmecocystus sp., detta anche formica del miele, è la cosiddetta caramella degli aborigeni australiani, le chapulines (cavallette tostate e condite) sono un piatto molto comune in Messico, e pure la larva del famigerato e tanto temuto punteruolo delle palme pare essere decisamente gustosa.






E come potete vedere qui sotto hanno valori nutritivi decisamente elevati:


Le termiti ad esempio apportano una grandissima quantità di ferro, subissando ampiamente la carne di manzo.
Siamo però davvero sicuri che noi italiani assolutamente non mangiamo insetti?
Chi pensa di sì e vuole continuare a credere ciò è pregato di non proseguire la lettura.
IL CASO DEL CASU MARZU
Molti di voi, i sardi in particolare, conosceranno sicuramente questo tipico formaggio che ha una peculiarità: ha i vermi!
I pastori rimuovono volutamente la crosta indurita di modo che sulla parte più molle la piophila casei (mosca del formaggio) possa depositarvi le proprie uova. Una volta schiuse e uscite le larve, queste emettono enzimi proteolitici predigestivi trasformando il formaggio sodo in una sorta di crema con aromi e odori particolari (etticredo!!) molto apprezzata dai sardi. E viene mangiata assieme alle larve!
*

          larva di mosca vista al microscopio elettronico                                          il casu marzu                                                                     
Ma senza scomodare i pastori sardi mangiare insetti è un’azione abbastanza frequente quanto involontaria. Per esempio gli insetti delle derrate alimentari (es. il punteruolo del grano) lasciano exuvie ed escrementi in loco, non sono così educati da andare bagno per liberarsi. E questi resti saranno poi macinati assieme ai chicchi per diventare farine….Si calcola che ogni anno indirettamente (e inconsapevolmente) ognuno di noi ingerisca 500-1000 g di insetti.Quindi non ci resta altro da fare che trovare il perfetto vino da abbinare e…buon appetito!


*se siete così impavidi da voler assaggiare il mix di formaggio e larve vi raccomando di masticare bene questi insetti perché in caso contrario le larve di mosche che raggiungeranno il vostro stomaco/intestino non moriranno  e useranno quei piccoli “uncini” che vedete nell’immagine per aggrapparsi e muoversi sul substrato con il risultato di qualche spiacevole mal di pancia.

venerdì 29 novembre 2013

Dal giardino delle Esperidi: l'ARANCIA

di Rossana Brancato


L'arancia è un esperìdio, il frutto del Citrus aurantium, appartenente alla famiglia delle Rutaceae, pianta origiraria della Cina, che si diffuse nel Mediterraneo con la dominazione araba.  Anche questo frutto cresceva, secondo la mitlogia greca, nello splendido giardino delle Esperidi, le ninfe Egle, Aretusa ed Esperia.
Le varietà si distinguono in:
  • Bionde (Navel, Vaniglia, Brasiliano, Riberella DOP) e  
  • Pigmentate (Moro, Tarocco, Sanguinella, Arancia Rossa di Sicilia IGP).
Frutto invernale, matura da novembre a primavera.
Per aumentare la conservabilità, il frutto viene trattato con cere ed altre sostanze chimiche, tra cui il difenile. 
Sarebbe preferibile consumare le arance e tutti i prodotti ortofrutticoli nella giusta stagione.



Nutraceutica
Due arance coprono il fabbisogno giornaliero di vitamina C, che insieme ai flavonoidi, antociani e terpeni  presenti, responsabili dell'aroma e del colore, assicurano un'elevata assunzione di antiossidanti. 
Sono inoltre disintossicanti e diuretiche. Contengono anche Calcio, Potassio, carotenoidi e vitamine B.
100 g forniscono solo 34 kcal, date dal 7,8% di zuccheri presenti.
Le arance possono facilmente essere consumate ad ogni pasto:
a colazione, come spuntino, impiegate nella preparazione di carne o pesce (rendono più assimilabile il ferro), o come contorno in insalata.
Il succo può essere emulsionato all'olio evo, sale e pepe per creare la salsa Orangette.
La scorza, come quella di tutti gli agrumi, può essere utilizzata per aromatizzare dolci e salati, può anche essere candita, o impiegata nella preparazione delle marmellate ed oli o sciroppi aromatizzati.
Il decotto della buccia è un digestivo ed aiuta a ridurre i crampi addominali.
Gli oli essenziali contengono psoraleni, alla luce solare, danno reazioni di fotosensibilizzazione e causano macchie cutanee. 




Vi aspettavate qualcosa di dolce forse, ma la facilissima ricetta che segue è un potente mix di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti da consumare spesso per resistere meglio ai malanni di stagione, ideale per accompagnare sia carni che pesce.
Ha le potenzialità di un leggero piatto unico, se arricchita da gherigli di noci e un trancio di focaccia integrale ad esempio.


Insalata antiossidante



Per quattro persone:

3 arance
1 cespo di rucola
2 finocchi
1 melagrana piccola
1/4 di cipollotto rosso fresco
soffi di sale di Trapani, pepe nero di Sarawak, olio evo.

Lavare la rucola, asciugarla e ridurla in pezzi con le mani per non ossidarla.
Prelevate i semi della melagrana.
Mondate i finocchi, lavateli accuratamente, tagliateli sottilmente (ho utilizzato la mandolina) e teneteli in acqua e ghiaccio mentre preparate gli altri ingredienti.
Lavare il cipollotto e tagliarlo in diagonale a velo.
Lavare le arance e pelarle a vivo, spremete il succo degli scarti e tenetelo da parte.
Comporre l'insalata: disporre la rucola, il finocchio sgocciolato e passato su carta assorbente, gli spicchi d'arancia, le olive di Taggia, i semi di melagrana e il cipollotto.
Emulsionare il succo d'arancia con il sale, il pepe, e 40 ml di olio evo. Condire al momento.


Rossana