di Andrea Della Casa
Sono circa 10 anni che Anna si è trasferita da Genova a
Tagliolo nella vecchia Cascina del nonno per ripercorrere le sue orme e
prendersi cura delle sue vigne: un ettaro e mezzo circa da cui ricava 5-6000
bottiglie. Tra questi filari quasi centenari, bassi e contorti, maturano i vitigni
tipici della zona, barbera e dolcetto di Ovada.
Anna fa della schiettezza e della sincerità i suoi cavalli di battaglia. Non
cerca di cavalcare le mode del momento quando ti racconta del suo vino e
preferisce un confronto vis-a-vis piuttosto che rifugiarsi dietro pubblicità seducenti e artificiose.
L’azienda non ha ancora la certificazione biologica, ma
il lavoro in vigna e in cantina è tutt’altro che interventista. La concimazione
avviene grazie al letame dei cavalli e della mucca presenti in cascina.
Le basse rese di uva (40-50 q/ha) vengono pigiate con torchio verticale e vinificate in tini di cemento per poi passare
a botti d’acciaio per l’affinamento.
Il barbera del
Monferrato 2011 è vino ancora giovane ma già godibile, di buona complessità
e struttura, corredato da quella fresca acidità tipica del vitigno.
Il dolcetto di
Ovada 2011 è gusto per me nuovo, maggiormente abituato ai suoi cugini d’Alba
e di Dogliani che si presentano più immediati e levigati. Questo dolcetto ha
maggior corpo con elevato potenziale di longevità e finale di bocca leggermente
amarognolo.
Il bisboccia 2013
ha una bevibilità davvero elevata, scorrevole, slanciato e di bella freschezza.
Realtà in progressiva crescita quella di Cascina Boccia,
ne risentiremo parlare parecchio in un futuro molto prossimo.





