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venerdì 24 maggio 2013

Mirco Mariotti e i vini delle sabbie


courtesy Mirco Mariotti

Devo dire che mi avevano sempre attirato questi vigneti di pianura, per lo più franchi di piede con le radici nelle sabbie.
Mi attiravano per la simpatia che ispirano tutti i marginali.
Quindi la mia era partigianeria emotiva e aprioristica.
Ebbene grazie a Vittorio Rusinà ho conosciuto Mirco Mariotti e i suoi vini sabbiosi.
E mi sono piaciuti parecchio perché sono sinceri, nudi, semplici.
Poi dopo gli assaggi, a casa, rivedendo appunti e foto è comparso uno scritto di Rigaux sulla mineralità e sulla sua percezione tattile (egli sostiene che nella eno/viticoltura massificata si è persa la mineralità tipica dei vecchi vini, messa in crisi dalle tecniche agronomiche e di cantina) e quelle parole sembrano agglutinare senso intorno alla degustazione dei vini di Mariotti.

Che sono vini esili di profumi intriganti ma che non sono la loro peculiarità.
L’esplosività di questi vini è la vivacità (acidità nella concezione di Rigaux) e la salinità (mineralità) unite insieme con una tale ridondanza e potenza da rendere la sensazione tattile piena (ma ovviamente non di glicerina o zuccheri complessi di cui ci siamo pasciuti negli anni ottanta e novanta), appagante, saziante, multisensoriale.
Mariotti con la sua agronomia e/o con l’ausilio vegetale del piede franco riesce ad estrarre minerali dal terreno sabbioso, non è un vigneron ma un minatore.

E il sorso si fa compulsivo e di grande soddisfazione e l’olfazione inutile.
“Il vino è fatto per essere bevuto non per essere annusato” diceva Jayer.
E così piccoli vitigni, in piccoli luoghi disegnano arabeschi di piacere semplice ma “profondamente” semplice e conviviale, ctonico e roccioso e saporito.







Le Turnè è il Trebbiano frizzante 2011, non macerato, con terreno alluvionale e sabbioso.










Maléstar è un Montuni 2012 non macerato, proveniente dalla stessa vigna del trebbiano.









Surliè! è un Fortana 2010 non degorgiato con 24 mesi sulle fecce da un vigneto a piede franco











il Fortana rosè stesso discorso del Surliè! è un 2012 sui lieviti, si chiamerà "Sèt e mèz”.






Kempè

Luigi

Ps
La segnalazione dell’articolo di Rigaux è di Rolando Zorzi il quale sostiene che l’autore sia un po’ anarco insurrezionalista e forse ha ragione ma nessuno, neanche la scienza e il conformismo, possono farci smettere di sognare.