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giovedì 26 marzo 2015

In una notte di temporale e di mare mosso, Rucantù, Selvadolce.

di Vittorio Rusinà

Ruca Antù in lingua mapuche significa "Casa del Sole", era il nome che nonna Martita aveva dato alla casa di Selvadolce, è il nome scelto da Aris Blancardi per il suo Pigato.
Il vino giusto in una sera dove il buio incombe sul mare mosso, piove e fa vento, cerco calore, cibo e vino vero su a Bordighera Vecchia, all'Osteria Magiargè.
Cappon magro, grigliatina di funghi, carciofi e gamberetti di Sanremo, pesce selvatico (sarago), grande cucina, grande cortesia.
Verso il vino, ascolto i profumi e scrivo: rosa tea, mimosa, fieno, pesce affumicato, tabacco, olive, salamoia, pelargono, pepe, salmastro, erba secca, alloro.
Un vino con una vita impressionante, si muove e danza all'aria, mi abbraccia, mi lascia e torna a stringermi, mi stupisce l'equilibrio della materia alcolica, la digeribilità.
Grandissimo vino, vino raro, sicuramente fra i migliori vini bianchi che abbia mai bevuto.
In carta al Magiargè a 33 euro, il 2010. 




Tenuta Selvadolce, via Selvadolce 14, Bordighera (IM)
Osteria Magiargè, piazza Giacomo Viale 1, Bordighera (IM)

lunedì 22 aprile 2013

Bordighera, Pesci e Vini al Magiargè di Vittorio Rusinà



Che si chiamasse Magiargè e non Mangiargè l'ho scoperto solo sabato sera, che fosse uno delle migliori osterie di pesce in terra ligure lo sapevo da tempo, che fra i vini presenti in carta ci fosse una bella scelta di naturali è solo da un anno che ne ho coscienza.
Entro e creo subito scompiglio in sala: avevo visto che in carta c'era una bottiglia di vino di cui avevo letto gran lodi da parte dell'amico Jacopo Cossater, la Vitvoska 2009 di Zidarich, e allora vai, ordino la Vitovska e subito accorre il patron a chiedere rassicurazione "Conosce la tipologia di questo vino e come vinifica il produttore?", "Sì sì..." dico io, "Magari glielo scaraffo...o... ecco le cambio il bicchiere, più ampio così ossigena", incomincio a preoccuparmi anch'io e intanto tocco gli euro messi in tasca da parte per l'acquisto della buta, 35 per l'esattezza, "ok ci sono, si può iniziare a danzare!"
Naso nel calice e boom ci sono tutti i profumi del mondo, piano piano cangiano, si trasmutano, mi inebriano, mi stordiscono e mi esaltano...c'è la pietra, c'è l'acidità, la dolcezza, i fiori, il tabacco, le erbe, l'incenso, i frutti, i sali...ci sono tutti i baci del mondo.
Vitovska piccolo grande vitigno di terre di confine orientale, ai più, compreso me, quasi sconosciuto eppure in modo grandioso l'alchimista Zidarich ne trae uno dei migliori vini assaggiati nella mia ormai lunga vita.
La Vitovska è perfetta con i piatti di pesce della cucina di Magiargè, qui usano solo pesci di mare senza cedimenti ai pesci di allevamento e nel piatto si sente, eccome se si sente: perfette le sarde ripiene alla nizzarda in una tempura da lode, da lacrime i due gamberetti e le cozze del cappon magro alla genovese, da inchini profondi la mormora  "selvaggia" passata prima sulla piastra con la pelle e poi cotta al forno con rametti di mirto.
Il Magiargè è sicuramente uno dei posti in Italia dove ho mangiato il pesce migliore, cucinato a regola d'arte.
Lode per la presenza in carta di una Oude Gueuze e di una nutrita serie di champagne e di vini naturali, assai intrigante.
D'estate mettono qualche tavolo nella piazzetta antistante e a volte, dopo aver cenato, mentre si scendono le scale che dal centro storico portano al lungomare, circondati da piante grasse e fiori, sotto le stelle si ferma il tempo.




Osteria Magiargè
Piazza Giacomo Viale 1, Bordighera (IM)