Frappato 2009.
Igt Sicilia.
In un territorio lastricato di serre rilucenti.
A due passi dal mare.
Alle spalle l’altopiano Ibleo.
Pochi palmi di terra torrefatta su uno zoccolo di pietra calcarea color crema.
Con una cultivar antica e rara e tipica della contea di Modica con puntate sino a Pachino (SR).
Con una cultivar adattata all’arido sub sahariano e al calcare africano.
Con una cultivar delicatamente aromatica e poco intensa di colore.
Con profumi dolci di fichi maturi e vegetali del loro latte e di plumbaco e geranio.
Che virano dopo un paio d’anni (come il mio campione) verso una vinosità matura, calda, carnosa, ematica, ferrosa, godibilissima.
Bocca altalenate fra dolcezze e asperità.
Servito fresco se non freddino.
Il primo anno accompagna alla grande Tonno rosso al sangue o Pesce Spada.
Il secondo anno sbocconcellerei un Cosacavaddu giovane o un tumazzo misto pecora vacca.
Il secondo anno, forse per effetto di dispersione della solforosa si è scurito nei colori e ha aggiunto profumi di sacrestia e di pasticceria Modicana (Mucatoli).
Non ne compro mai abbastanza.
Ne regalo sempre troppo.
Bonne degustation
Luigi



















































