Pagine

Visualizzazione post con etichetta macerato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta macerato. Mostra tutti i post

venerdì 5 giugno 2015

Oslavje 2004, Radikon



di Niccolò Desenzani

Non ho resistito all’acquisto di una bottiglia un po’ scontata di Oslavje 2004, l’altro giorno. La fortuna sfortuna di aver assaggiato i vini di Stanko Radikon agli inizi del mio interesse verso i naturali e i macerati fa sì che restino sempre delle pietre di paragone.
Fortuna perché grazie a Oslavje 2002 e Ribolla 2003, e più avanti Merlot 2002, ho avuto forse fra le esperienze più forti da quando bevo con una certa consapevolezza. Sfortuna perché poi si è ingenerata una ricerca spesso frustrante per eguagliarli.
In realtà molti miti degli inizi cadono col tempo e l’annata 2005 di Radikon mi fece un po’ vacillare all’uscita.
Invece questo Oslavje 2004 è una riscoperta dell’acqua calda. Ha esattamente quello che cerco in un vino: non omologazione e piacevolezza. Una struttura completa che spazza in un sol sorso qualunque polemica sulla macerazione, definendo lui stesso la categoria, in qualche modo.
Mentre lo bevevo, macché, lo succhiavo avidamente, pensavo una cosa ovvia, pensata tante volte: molti cercano nei macerati le caratteristiche che apprezzano nei bianchi e solo allora gridano di ammirazione e annunciano che finalmente quel vino è la prova che i macerati possono essere grandi vini. E invece Oslavje dice, “chiudi gli occhi e non pensare, io sono orange e ti conquisto in quanto tale. Verrai a cercarmi. E niente più sarà uguale a prima.”

venerdì 19 settembre 2014

Il vino “fa rima” con le bucce a Barge!





























Il pinerolese non lo si può definire l’”eden” enologico del Piemonte, però così come la Valle Susa, un tempo producevano vini molto apprezzati, forse più apprezzati dei contemporanei “block buster” enologici.
E questo la dice lunga sull’influenza della comunicazione in un mondo dissolto in bit.
La mia sensazione è che oggi il miglior “territorio” sia sempre più quello che è maggiormente “parlato” e non quello coltivato.
Io che ho empatia con gli eroi sfortunati e negletti e incompresi, amo cercare negli angoli bui e questa volta, grazie a Luca Coucourde attivissimo e curioso proprietario dell’Enoteca 13 gradi di Luserna san Giovanni (TO), cittadina famosa per il duro lavoro delle cave di pietra “Luserna” con le quali si è costruita e abbellita la Torino barocca e non solo,  mi ha segnalato un produttore, Beltramo e mi ha omaggiato del suo macerato, il FARIMA.
FARIMA è l’acronimo delle cultivar presenti nel “mischione”, Fa vorita-RI esling-MA lvasia il tutto macerato (pochi giorni).
Il risultato è molto interessante, di grande freschezza, un vino molto godibile con la malvasia e la sua vegetalità sugli scudi, quasi si stenta a credere che sia stato vinificato in rosso.
Vino da giudicare a secchi!
A breve tornerò da Luca per provare la Barbera e il Dolcetto che in questa enclave da buoni risultati (così mi dicono).
Quindi possiamo concludere: non solo pietre a Barge* e a Luserna!
Kempè

Luigi


*Barge come Luserna San Giovanni sono vicine alle cave di pietra da esterni e la loro storia secolare è legata principalmente a questa attività.
Barge è in provincia di Cuneo ma ricade nella doc Pinerolese.