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lunedì 7 gennaio 2013

Viaggio lisergico

fonte italia a tavola.net

Geografie intuitive o reali?
Ho visto come delle lucine accese disposte a macchia di leopardo sull’Italia
Castiglione Tinella, Carpaneto Piacentino, Vò, Saracena, Marsala, Pantelleria
Cosa le lega?
Si sono accese come spot
Recenti assaggi e ancora più recenti espansioni di coscienza hanno disegnato una geografia di coerenze lontane e discontinue e ricorsive
Filo conduttore il moscato
Un trait d’union di profumi e assonanze che hanno legato luoghi così lontani
Luoghi di terra e anima, distillati e interpretati dall’aerea inconsistenza di effluvi odorosi
Mi è parso di capire e di viaggiare da un punto all’altro e di (con)fondere un luogo con l’altro
E poi di fronte alla tastiera questa presa di coscienza superiore si è affievolita mortificata dalla pochezza delle parole e del mio narrare
C’è forse un comune denominatore fra questi vini e vignaioli e luoghi che non sia la mia esperienza?
Viaggio lisergico dal Sol di Ezio Cerutti al Labaia di Marco Cordani al Moscato passito di Filippo Gamba al Moscato di Saracena di Luigi Viola allo Zibibbo secco di Nino Barraco sino al Passito di Pantelleria di Salvatore Ferrandes
Kampai

Luigi

8 commenti:

  1. Il moscato è un viaggio attraverso molti territori nel bacino del Mediterraneo, colà dove quest'uva fu portato dagli antichi commerci delle navi fenicie e poi greche. E' un'uva che proviene dall'Oriente, dal Caucaso come forse tutte le uve, ed ha avuto una immensa fortuna e diffusione in molte nazioni del Mediterraneo. Tanti anni fa partecipai ad uno strepitoso deminario Veronelli sul moscato che mi illuminò al riguardo e da quel giorno fui perdutamente innamorato del moscato.
    Se posso aggiungere un moscato a quelli del tuo viaggio lisergico, aggiungerei il Moscato d'Asti di Vittorio Bera coltivato su terre dove già i Cavalieri di Malta...ma questa è un'altra storia, la storia di #moscato1 fine giugno va bene per te?

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  2. Se valgono tutti i vini da uve moscate aggiungerei quelli della VdA vinificati secchi come il Muscat Chambave (e quelli non nella DOC tipo il moscato di Agricole D&D)

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  3. Ho commesso una dimenticanza anche geografica escludendo la Sardegna, per cui aggiungo il Moscadeddu di Dettori.

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  4. Non è una aggiunta ma un sogno che forse si avvererà ed è l'inizio delle sperimentazioni di Ezio Cerutti con il moscato secco.

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  5. e i meravigliosi muscat di Anne Marie Lavaysse del Petit Domaine de Gimios?

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    1. Certo proprio a quello pensavo!
      http://gliamicidelbar.blogspot.it/2011/10/muscatseclepetitgimiossaint-jean-de.html

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