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mercoledì 24 aprile 2013

Merlot Radikon: 1999 vs 2002 - di Riccardo Avenia



Era da tempo che desideravo degustare il leggendario Merlot di Radikon con profondità. Prima d'ora solo qualche assaggio qui e là, niente più. Mi sono sempre tenuto alla larga per via dell'elevato prezzo e per i ricarichi a volte troppo esagerati di alcune enoteche o ristoranti. La 2002 - annata minore - idealmente l'ho sempre evitata perché il prezzo era notevolmente inferiore alle altre. Ci sarà un motivo: pensavo!

Poi, grazie al contributo dei quattro amici di sempre, una calda taverna ed un tavolo apparecchiato di ogni ben di Dio, eccoci a degustare ben due annate contemporaneamente, addirittura, entrambe in formato da un litro:


Radikon Merlot 1999

Impenetrabile, compatto, dall'unghia granata. Al naso è subito riconoscibile il varietale, ha note decise, fresche di frutta rossa e nera, di agrumi. Poi cioccolato, menta ed un perenne sottofondo di caffè. Pieno come appunto un Merlot. Il sorso è avvolgente, rotondo, con frutto carnoso, saporito e lezioso. Dall'altra parte c'è la sapidità che sostiene e dinamizza la bevuta, che conclude davvero piacevole e lunga. Niente da dire, un bicchiere che va notevolmente oltre, una grande espressione del vitigno, ora, ma anche tra dieci anni. Un 1999 che sembra non voler invecchiare.


Radikon Merlot 2002

Rosso granato, meno compatto e di maggior trasparenza. Naso cangiante, inizialmente su sentori officinali ed infusivi. In seguito - grazie ad una fresca acidità - si avvertono frutti pungenti quali mirtillo e ribes, seguiti da erbe aromatiche, una lieve nota vegetale e un ricordo di salamoia. China, caffè appena tostato, ed un finale terziario. Più dinamico e reattivo del precedente. Il sorso evince acidità: quindi freschezza. Sapidità, tannino fitto ed inserito e meno concentrazione a gratificare la beva. Mantiene comunque profondità, gusto, equilibrio ed una bellissima bocca verticale. Un vino, un millesimo, che in questo caso stupisce davvero. Chi l'avrebbe detto!


Sembrerà banale - per me non lo è affatto - ma il primo vino costa il triplo dell'altro. Se il Merlot del 1999 lo si trova a 150/180 euro (per la bottiglia da un litro), quello del 2002 ne costa 50/80. Io non ho dubbi: ora e forse per altri tre, quattro anni il secondo campione degustato vince per dinamismo, beva, slancio e non conformità. Senza contare poi il pezzo.

Probabilmente il Merlot del 99 lasciandolo nel calice - ma anche in cantina per lunghi anni - avrebbe dimostrato sempre nuova energia ed una continua evoluzione: quella che merita del resto. Mentre il secondo probabilmente si sarebbe definitivamente seduto nel lungo termine, anche se più giovane, risulta meno longevo. Mah, cosa volete, noi abbiamo terminato entrambe le bottiglie in meno di tre ore e, quella che ci siamo maggiormente "litigata" è stata proprio quella del millesimo minore, il Merlot del 2002.

Ad ogni modo, grazie Stanko Radikon, la serata è stata un trionfo.

23 commenti:

  1. Due anni fa da Fabrizio Iuli si giocò con vini coperti di quella giornata molto intensa ricordo un vino solo, il Merlot di Radikon, portato da Ezio Cerutti e da lui definito didattico, nessuno lo riconobbe tranne Pietro Vergano ma sopratutto tutti pensavamo fosse vino di Langa senza cedimenti e senza dubbi.

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  2. For me 150/180 euro è troppo anche per Radikon, bisognerebbe avere la fortuna di Jacopo Cossater quella volta che in un bar trovò Radikon a prezzi stracciati :)

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    1. Infatti l'ho assaggiato solo perchè Ezio ne ha portato una bottiglia ;)

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    2. Che memoria, Vittorio. Eravamo in un ristorante e fuori carta avevo notato alcune bottiglie di Radikon. Erano le classiche bordolesi, non aveva ancora iniziato a fare quelle da mezzo e da litro e a domanda l'oste mi disse "massì, certo che le vendo, te le posso mettere a 15 euro l'una, ma pure dieci".

      Non aveva idea, erano bottiglie della precedente gestione. Inutile dire che le presi tutte.

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    3. Jacopo, che bel colpo. Mi è capitato qualcosa di simile con il Barolo Rocche dell'Annunziata 04 di Voerzio, portato a casa con meno di 50 euro.

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    4. Vittorio, 150 € magari sono tanti, ma 50 per un litro di Merlot straordinario no. Tutti si aspettavano il risultato contrario, ed invece.
      Che poi il 1999 deve solo essere aspettato, come materia è sicuramente superiore.

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  3. Per quello che puo' valere la mia opinione, a valle di un assaggio di 2002 rubato al Vinitaly un paio d'anni fa e un altrettanto fugace sorso di 1999 qualche settimana addietro al ViViT, non ho nessun dubbio a confermare la tua scelta. Lo so che sono solo attimi in situazioni di grande trambusto, ma quando ti trovi nel bicchiere vini simili, scatti una foto che non si dimentica in fretta. 2002 sicuro ;-)

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    1. Alcuni assaggi, sono come amore a prima vista. Non si scordano, quindi capisco bene quello che scrivi. Un'opinione, la tua, che va a conferma di quanto ho scritto, quindi preziosa.
      Grazie Nic.

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  4. Il Merlot di Radikon purtroppo è un assaggio che mi manca. Provati solo i bianchi che comunque confermano la qualità (ormai nota) del produttore.

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    1. Dici bene Andrea: Radikon è una conferma.

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  5. Improvvisamente mi ricordo quando Radikon incominciò a costare caro-caro: fu alla prima edizione di Villa Favorita che mi accorsi che incominciava a costare come Gravner :)
    Ultimamente ho visto delle bottiglie Radikon più abbordabili, una selezione creata dal figlio Sasa,io ho assaggiato il Pinot Grigio, assai buono.

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    1. L'ho assaggiato al Vivit il Pinot Grigio, ed è un vino con cui ci si può tranquillamente avvicinare al produttore ed al suo stile, senza dover spendere molto.

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  6. E comunque il merlot di Radikon è un vino definitivo.

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  7. come Ric sa, ho avuto la fortuna (a questo punto doppia) di bere e raccontare il 2002. In effetti è un vino che sconvolge. Una cosa che scrissi e che ricordo benissimo, è che il profumo si sentiva a un metro dal bicchiere!

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  8. Gran bella review. Per ora di Radikon ho solo avuto modo di assaggiare la Vitovska ma anche quella era una esperienza sensoriale. Cmq Riccardo non sei il primo che rivaluta l'annata 2002, che non sia un'annata da tenere sott'occhio per eventuali affari?

    Ciao
    Gabriele
    emozionialcoliche.blogspot.it

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    1. Gabriele, innanzitutto grazie per essere passato. Effettivamente l'annata 2002 è da rivalutare, vini forse più magri, comunque discretamente longevi e stabili. Molto meglio della 2003 che nel lungo periodo rende il vino cotto e stanco. Poi, beh, ci sono sempre le eccezioni.

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  9. Riccardo, pero' il colore... Tu dici granato a dire la verità io me lo ricordo stranissimo, incredibile, quasi marrone. Un colore che in un vino rosso non lascia presagire nulla di buono. E invece...

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    1. Sì, diciamo che il colore era sulle note del granato, che però tendevano alla corteccia/cioccolato. A noi però non ha mosso nessun sospetto. C'è però da dire che eravamo in una calda taverna con luce ed ambiente molto soft ;-)

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  10. grazie a tutti, avete fugato i miei lievi dubbi, mi compro una cassa del 2002

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  11. La vitovska non mi risulta la faccia

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  12. Stanko Radikon,
    ho la fortuna di aver bevuti piu' volte con lui i sui vini, i bianchi ti trasportano in uno spazio tempo di una dimensione diversa, non sono vini, sono emozioni, sono percorsi, sono viaggi verso il futuro, mantenendo ben fermi i piedi per terra!
    Per il Merlot vale lo stesso discorso, solo che qui la potenza del vitigno viene fuori in tutte le sue meravigliose sfumature; non c'è una annata migliore o peggiore dell'altra, viaggiano tutti in una dimensione a parte, in Italia esiste il Merlot, e poi c'è il Merlot di Stanko Radikon sopra tutti! E il Merlot 1990 è un'apoteosi, alla cieca posizionandosi sopra i più grandi di Francia!
    Grazie Stanko!

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